10 agosto 2007

Libri



Vederti da vicino non è esattamente come immaginavo. La copertina del libro delle volte inganna, o non intriga abbastanza. Non sono sconvolta, ma stranita da quello che si può celare oltre una lente, le forme e i colori cambiano. Laddove si vedeva un mare placido dalle tinte limpide, si scopre mare in tumulto, non quello di una burrasca, ma quello che travolge e avvolge un surfista al mattino presto.



L'equilibrio apparente su una torre di conoscienze, diventa una barricata per nascondere delicata instabilità; paura di affrontare cose semplici ma che non coinvolgono solo la mente, che non restano ferme lì impresse dall'inchiostro. Cose delle quali non si può disquisire facendo supposizioni, teorie, teormi, cercare il punto fermo di ciò che evolve un istante dopo l'altro, di ciò che si dovrebbe vivere, senza paure. Paure che ho anch'io ma diverse. Paure che con i miei tempi affronto,io rischio.



Idealizzare certi rapporti  può essere deludente,cercare l'esattezza in ciò che si dovrebbe "dare, ma non troppo", evitare la pretesa, raggiungere la giusta misura, la giusta distanza, il giusto peso. il tuo o il mio? Non esiste il contagocce, metro o bilancia per i sentimenti.



Ed io sulla mia tavola ci trovo spesso il sapone al posto della paraffina.

3 commenti:

  1. ..propongo un caffè..senza camieriere o barman,ma fatto con la più classica delle moka..l'aroma lo si sente meglio..

    ho detto una cazzata?!..si lo so..ma sono sveglia da poco è sto andando in cucina a prepararmelo..

    ;)

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  2. Grazie Arianna del commento sul mio blog, ti ho scritto una breve risposta. Quanto al tuo post non posso che apprezzare quanto scritto. E' proprio difficile instaurare con una persona, soprattutto dell'altro sesso, un rapporto non basato sulla reciproca paura o sulla reciproca diffidenza. Io nonostante le ultime, una recentessima, scottature continuo però a pensare positivo.

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  3. io penso positivo, perchè son vivo perchè son vivo!

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