10 giugno 2008

Burlà giò…(dal dialetto: cadere)

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Inciampo. In continuazione sin da quando ero bambina, vestita come una bambolina, 3-2-1 e inciampavo, cadevo e diventavo un mostriciattolo. Inciampavo da adolescente, per fortuna si usava andare in giro a bracciatto con gli amici, sempre con la testa tra le nuvole, distatta, dritta con la fronte contro un palo,che male quella volta... Barcollando sul pavè tra i ciottoli dissestati, cascavo sempre nelle storie sentimentali più assunde, cascavo come una pera cotta credendo alle baggianate di chi mi diceva che ero importate e poi... 

Inciampo sulle mail inutili agli amici, inciampo correndo tra treni e pullman, mi manca una bella valigetta di chi va in ufficio, o pc a tracolla, fa tanto professionale! Magari nell'altra mano un bel cappuccio all'americana, di quelli d'asporto che si bevono strada facendo. Certe mattine cascherei volentieri direttamente dal letto in un bel cappuccino caldo. Cado, nelle delusione di chi non mi ascolta più, di chi non mi cerca più, inciampo ripetutamente in mail inutili, in cortesie e disponibilita che vanno a vuoto, cado sempre...ma mi rialzo.

Ho sempre pensato, che in fondo, se inciampo e cado non è poi tanto male...solo chi striscia non cade mai...

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