23 dicembre 2008

Un momento…

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Forse ho già scritto del mio amore folle per la colazione, della sacralità della mia colazione, quella vera, quella in cui mi dimentico del mondo e mi concentro solo sul sapore del latte caldo, o della schiuma del cappuccino,la crema della brioches al risveglio dei sensi.

La mia colazione consueta, non è definibile tale: esco di casa alle 6.50/55/57, corro al bar, trangugio una brioches moscia e burrosa, correndo in stazione a prendere il treno dell 7.07.  Poi pennico sul treno, rotolo fuori a destinazione e mi scapicollo fino al pullman che mi rovescia in prossimità dell'ufficio,  la seconda fase della colazione è un cafferaccio tremendo dalla macchinetta.  che orrore!

Stamane alla faccia del ritando, alla faccia delle timbrature fantozziane, alla faccia di Brunetta, alla faccia di tutti quelli che mi rompono le palle ogni santo giorno, alla faccia di chi non mi dà il buongiorno come si deve; ho timbrato volutamente in ritardo, ma mi sono concessa una colazione degna di tutto rispetto. Cappuccio dalla schiuma cremosa, nel quale metto lo zucchero e non si rovina, mescolandolo docifico anche la schiuma, con delicatezza la coloro di caffè e gusto un cucchiano per volta finche non è finita tutta, poi mi dedico alla briches, tiepida, fragrante e ricca di marmellata e la metto comoda nel pancino bevendo quello che resta nella tazza ad attendermi. 

E stasera, visto che è l'ultimo giorno prima delle vacanze di Natale, questo quarto d'ora lo regalo all'azienda, non recupero un caxxo! chissenefrega! vado a fare gli ultimi acquisti, tiè!

Un momento…

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Forse ho già scritto del mio amore folle per la colazione, della sacralità della mia colazione, quella vera, quella in cui mi dimentico del mondo e mi concentro solo sul sapore del latte caldo, o della schiuma del cappuccino,la crema della brioches al risveglio dei sensi.

La mia colazione consueta, non è definibile tale: esco di casa alle 6.50/55/57, corro al bar, trangugio una brioches moscia e burrosa, correndo in stazione a prendere il treno dell 7.07.  Poi pennico sul treno, rotolo fuori a destinazione e mi scapicollo fino al pullman che mi rovescia in prossimità dell'ufficio,  la seconda fase della colazione è un cafferaccio tremendo dalla macchinetta.  che orrore!

Stamane alla faccia del ritando, alla faccia delle timbrature fantozziane, alla faccia di Brunetta, alla faccia di tutti quelli che mi rompono le palle ogni santo giorno, alla faccia di chi non mi dà il buongiorno come si deve; ho timbrato volutamente in ritardo, ma mi sono concessa una colazione degna di tutto rispetto. Cappuccio dalla schiuma cremosa, nel quale metto lo zucchero e non si rovina, mescolandolo docifico anche la schiuma, con delicatezza la coloro di caffè e gusto un cucchiano per volta finche non è finita tutta, poi mi dedico alla briches, tiepida, fragrante e ricca di marmellata e la metto comoda nel pancino bevendo quello che resta nella tazza ad attendermi. 

E stasera, visto che è l'ultimo giorno prima delle vacanze di Natale, questo quarto d'ora lo regalo all'azienda, non recupero un caxxo! chissenefrega! vado a fare gli ultimi acquisti, tiè!

22 dicembre 2008

Sciò!

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Passeggiando tra i centurioni del presepe vivente di Verbania, ci si affligge vicendevolmente con le proprie sfighe Natalizie; tre amici al bar che ridacchiano delle proprie infauste vicende... ci si consola con una cioccolata calda. A quanto pare non sono l'unica ad avere seri motivi per non voler vedere Babbo Natale, quest'anno la letterina non gliela faccio neppure, so già che sono stata cattiva, molto cattiva. Ma la mia cattiveria è ben visibile Babbo, non c'è trucco e non c'è inganno, e più di quello che già si vede, non c'è. Sempre meglio che fingersi buona con tutti e poi le cattiverie riservale alle spalle. Cattiva si, vile no! Peggio che mai quando ci si sente proprio BBUoni BBuoni bbuoninissi col mondo intero e invece nell'infinita bontà si voltano le spalle, laddove c'è bisogno di te. però si è proprio BBuoni!

Ma v'a cagher!

Babbo, io non prometto che l'anno prossimo sarò più buona, brava sempre, buona non so!

Sbrigati a passare, e soprattutto vai via più veloce della luce, l'anno prossimo spero di poter essere più dolce e accogliente.

16 dicembre 2008

Gusti

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Clima prenatalizio, le decorazioni in giro, le lucine... Ecco cosa mi piace il clima prenatalizio. La colazione tranquilla a casa il sabato e la domenica mattina, la quiete, la compilation Natalizia dalle casse dell'Ipod, l'albero di Natale acceso. L'impacchettamento doni, pensare a che cavolo posso fare con i miei capelli che non sono assolutamente stata in grado di sistemare a modo!

Le feste in ufficio, le cene con gli amici, le rimpatriate... mi piacciono! Abolirei, invece, il mio Natale e la Vigilia, ma parlo solo dei miei che da secoli non vengono più festeggiati come vorrei io.  Salterei a piè pari entrambi i giorni..Insomma preferisco il contorno alla portata principale! e allora datemi un monte di patatine fritte che ci faccio una stella cometa!

15 dicembre 2008

Dacci un taglio!

Non l'ho premeditato così radicale, ma del resto un cambiamento ogni tanto ci vuole! e io me lo sono regalato per Natale, non l'ho fatto quando mi ha lascito il mio ex tempo fa, non l'ho fatto per una delusione d'ammore tra le tante, non l'ho fatto per una rinascita di me stessa, anche perchè io se dovessi rinascere vorrei reincarnarmi in un uomo e gay.
L'ho fatto perchè volevo un cambiamento esteriore, per noia della mia immagine riflessa nello specchio sempre uguale.Uff!
E un pò mi spiace, è ovvio, come diceva Niccolò Fabi "io vivo sempre insieme ai miei capelli!" la lunga chioma volata via e non ritornerà mai... parafrasando un'altra canzone.

E quindi?! niente, ecco il risultato.
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11 dicembre 2008

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La vedi la luce, quella luce della nascita. Le ombre che non distingui, un bimba bella, piccola piccola, tanto dolce, ma dalla pelle salata. Quel sale resta crescendo, il sale le fa male, cresce, diventa grande, ha 18 anni, e la vita limitata da quel "sale" che le affatica il respiro, le soffoca i polmoni,  la tiene nell'ombra della sofferenza. Poi arriva la speranza, un trapianto. Una possibilità dai rischi non sempre ben delineati, se c'è un rigetto, se l'organismo non accetta l'organo, le possibilità di sopravvivenza sono di sei mesi.

E' la propria vita per la vita quella che si mette in gioco, anche se poi, una vita di tanto patimento che vita è?!

Clara non ce l'ha fatta, Clara non la conoscevo affatto... ma Clara si è messa in gioco.

ciao

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La vedi la luce, quella luce della nascita. Le ombre che non distingui, un bimba bella, piccola piccola, tanto dolce, ma dalla pelle salata. Quel sale resta crescendo, il sale le fa male, cresce, diventa grande, ha 18 anni, e la vita limitata da quel "sale" che le affatica il respiro, le soffoca i polmoni,  la tiene nell'ombra della sofferenza. Poi arriva la speranza, un trapianto. Una possibilità dai rischi non sempre ben delineati, se c'è un rigetto, se l'organismo non accetta l'organo, le possibilità di sopravvivenza sono di sei mesi.

E' la propria vita per la vita quella che si mette in gioco, anche se poi, una vita di tanto patimento che vita è?!

Clara non ce l'ha fatta, Clara non la conoscevo affatto... ma Clara si è messa in gioco.

ciao

4 dicembre 2008

X factor privè

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Ieri serà tour in the city per shopping prenatalizio (parlo come la Barale, come on come on) , concluso miseramente con 2 paia di collant e una collana.

Torno in treno nel mio gelido paesiello sul lago alle 8 passate e l'ideale era un bel trancio di piazza calda da Antimo. Alta 2 cm, soffice e con il fondo croccante...  Trovo lì un gruppetto di ragazzi e ragazze molto eleganti... Dalle mie parti, al mercoledì sera, non c'è un anima viva, figuriamoci poi se ne trovo 5 vive, e GIOVANI! Ma Daiii!  Da noi non si usa!

Questi ragazzi hanno una bella parlata Campana, scopro poi essere di Caserta (una di loro è la nipote del pizzaiolo).  Invitati da Antimo, fanno "quel pezzo là". Nella pizzeria eravamo spettatori del  "provino" io il pizzaiolo e una coppietta di clienti. "Il pezzo là" era un medley a cappella preparato dal gruppo per il provino di X Factor  svoltosi a Como, mi pare di aver capito fosse l'ultimo step per l'accesso alla trasmissione. I ragazzi sono stati bravissimi, ed è stato emozionante sentirli cantare insieme solo per noi pochi. La ragazza ricciolona, con la capigliatura alla Aretha Franklin, ha una voce che spacca in Everybody need somebody dei Blues Brothers. Peccato siano arrivati decimi e non si siano qulificati.  La ricciolona dopo l'esibizione si è messa a piangere. Stella.... ha fatto venire il magone anche a me quando ha detto"quando arrivi così vicino ad un sogno, come fai a non starci male" mentre gli amici la consolavano.  Il loro gruppo si è formato da poco, e chissà che con un pò di rodaggio... Gli ho detto che a me sono piaciuti moltissimo e di ritentare l'anno prossimo. Lei ha abbracciato anche me, che tenerezza...

Piccola indiscrezione: pare che la Tutor della categoria Gruppi, sarà Mara Maionchi.

3 dicembre 2008

just

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Attendo con impazienza, in questi giorni acquosi e annaquati, questo lungo fine settimana che si prospetta ricco e denso...


Ho voglia di ridere, fare, comprare, gioire, guardare, emozionarmi, emozionare, fotografare, regalare, decorare, cantare, sentire, i profumi, i sapori, il freddo per poi regalarmi il tepore, il silenzio, il respiro veloce, poi lento, del sonno.


ho voglia


ho voglia


ho voglia


ho voglia di VIVERE


la densità.


1 dicembre 2008

Iniziativa importante

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Questa volta non parlo di me, me me me e soltanto me. Parlo di noi, parlo di VOI, voi al calduccio nei vostri uffici, negozi o luoghi di lavoro in generale, voi che siete a casa a guardare la neve o la pioggia dalla finestra, con la vostra tisanina drenante o dell'equo e solidale. Voi che pensate ai regali di Nalale, quelli piacevoli da fare e quelli obbligatori ai colleghi d'ufficio. Invece di ingegnarvi su quale mostruosa cazzata rifilare alla collega esaurita, su quanti moccoli e candelotti profumati vi tocca comprare, su quanti angeli strabici prendere da "moreno dove tutto costa meno", vi giro una proposta che si sta attuando nei nostri corridoi: Aboliamo il regalo sfigato e ADOTTIAMO UN/A BIMBO/A A DISTANZA.

Per il prossimo anno, una bimba dell'Uganda, riceverà assistenza medica, vaccini e un'istruzione, (generalmente la cultura africana, qualora ci fosse la possibilità in famiglia di mandare un figlio a scuola, privilegia i maschietti)  grazie al nostro piccolo contributo tra colleghi. L'associazione (seria) che abbiamo contattato richiede un contributo che per una persona sola potrebbe essere oneroso (270€ annue) , ma fatto in 10/15 persone diventa molto più facile e leggero il costo, e perlomeno non si è speso del danaro per un mucchio di vaccate. Si ha il piacere di condividere insieme alle pesone con le quali, bene o male, condividi la maggior parte della giornata, la gioia di una bimba lontana che ha visto la guerra. E' un gesto che non lava la coscienza del consumismo Natalizio, ma comunque è meglio che un'alzata di spalle.

Sarebbe bello se ogni ufficio promuovesse una iniziativa simile. Chissà quanti bimbi...

Confido in Voi...