12 febbraio 2009

non lo sapevo

Non è un fulmine a ciel sereno, non è un soffio di vento, è il mio respiro che si fa agitato, che controllo mentre mi distraggo e scrivo. questo volta la controllo da sola. Questa volta sono sola. Addesso, alla 1.40 di notte sono più sola che mai... e non sono neanche più le lacrime a farmi compagnia. Non piango più... e un pò che mi alleno nell'esercizio arduo del non pensare. Esistesse un bottone, ON-OFF, il mio solito bottone che adesso cerco e non c'è più. Che resta di me, se non tutto il brutto che ho sempre pensato, se non la tristezza infinita, se non i miei mille difetti, un agglomerato di difetti neanche buoni per la discarica, non si ricicla ciò che è nocivo. Mi illudevo che andasse bene, ero convinta anche che andasse meglio. L'ho anche detto, tutto bene. Stupida.

Forse aveva proprio ragione chi diceva che io non so essere felice e ovviamente  non porto felicità con me.

 Non valevo abbastanza e col tempo non ho acquisito nessun valore. Mi cuoce questa verità, mi brucia e mi marchio a fuoco quella frase nella mente. Ora più che mai capisco che forse la mia convizione del passato, quella che c'era prima di tutto l'Amore che ho avuto fino a ieri, immeritatamente direi, prima di un giò del cacchio, prima di tutti i cretini che mi sono passati sotto al naso, prima dei pochi per i quali ho versato lacrime inutili, quella convizione maledetta ritorna e resta sempre lì a farmi male.

E soltanto io so, quanto accidenti ho desiderato di avere torto. Dio mio, non volevo la ragione, non ho mai voluto avere ragione nella mia vita, mai voluto avere ragione, mai. Volevo che mi dessi torto, volevo che mi smentissi, volevo che mi dicessi tutto quello che non si può ricamare tra le labbra, tutto ciò che dovrebbe germogliare spontaneo dal cuore, tutto ciò che io non ho saputo vedere o sentire, perchè se vedevo e sentivo, preferivo comunque ascoltare, leggere a chiare lettere, cubitali. Volevo di più, volevo troppo...

Sapevo già cosa avrei scritto sul biglietto questa volta, nessuno sforzo di fantasia per non risultare banale. So anche cosa avrei fatto incidere:

You could be my unintended Choice...                                                                                                                   You could be the one I'll always love

E' il condizionale che mi ha fregata insieme a Dante e il suo "amor che a nullo amato..." Io non sono innamorata dell'amore, oggi no, avevo di meglio dell'amore.

3 commenti:

  1. che non sai essere felice è un'immensa balla e lo sai!! bacio

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  2. spero che sapermi incollato allo schermo con gli occhi strizzati per leggere il micro-carattere che hai scelto ti possa almeno far fare un sorriso....

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