29 maggio 2009

Profonde riflessioni

Se potessi fare più spesso l'amore non passerei le mie serate libere davanti al PC!

caxXO!!!! Che in questo caso non si potrebbe proprio dire.

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22 maggio 2009

La pecorella smarrita

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La chiacchierata di ieri sera mi ha lasciato quella sensazione piacevole di aver visto qualcosa di bello. In realtà non ho visto niente a parte un monitor pieno di parole, ma quelle parole avevano una forza speciale. La forza di una Fede che non ho. Se la Fede è un dono, io al momento non ce l'ho.
Vorrei credere, ma non riesco, la mia visione di fede resta qulcosa che non mi appartene. Ma ciò che ho visto ieri era una sensazione di pace col mondo, una sensazione di tranquillità di chi non si sente mai, davvero mai solo.


Jobber crede profondamente in Dio e ne trae quella Forza in più che lo aiuta e lo ha aiutato ad affrontare difficoltà ben più grosse di quanto potessi immaginare. Forse Dio bisogna cercarlo, forse la ricerca è il primo passo verso il cosiddetto "cammino".
Boh! il mio limite nel "non credere" mi impedisce di camminare, resto ferma qui, nell'idea che Dio c'è perchè noi uomini, granellini sperduti nell'universo, abbiamo bisogno che lui esista, ce lo siamo "inventato" per sentirci meno soli. E'anche vero che se fossimo soli nell'universo "sarebbe uno spreco di spazio".
Mi ricordo da bambina, quando andavo alla chiesa di Sant'Antonio, dietro l'altare un immenso mosaico sui toni dell'arancio, rappresentava Mosè forse: un omone con la barba e con un espressione arrabbiata, non so esattamente perchè fosse così incazzato, ma io credevo che Dio fosse proprio così. Non incazzato, ma grosso e con la barba bianca!
Invece forse Dio, il Dio in assoluto, non parlo di religioni, è proprio in quella particina di Jobber, (cito il mio amico Jobber perchè in lui l'ho vista, magari c'è anche in altri); quella sua consapevolezza che Dio c'è. Non ripete a pappagallo prediche sentite e risentite da pretucoli italiani noiosi e senza un perchè, Jobber ce l'ha dentro di se. Sta tutto lì, in quell'angolino! Il surplus di forza che Jobber dice di trarre dal Signore, è Dio. Per me è un circolo vizioso in cui si crede in qualcosa che scindiamo da noi stessi, che idealiziamo come massima perfezione dell'essere, come massima ambizione che non si può raggiungere ma si può avvicinare. Perchè Dio lo vuole. Perchè Dio vuole il bene...


E io non faccio niente per volere di un Dio che anche se conosco, non riconosco. Conduco la mia vita per l'amore che ho per me stessa, per le persone a me care.
Per ora va così. Jobber dice che io non ho fede perchè non la voglio. Può essere...


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15 maggio 2009

Mi han detto che questa mia generazione…

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Ipod acceso, auricolari nelle orecchie, buona musica, un bel libro coinvolgente tra le mani. Viaggiando su bus e treni, in coda alla posta, in sala d'attesa dal medico o mangiando qualcosa sul lungolago, un pò dove capita insomma: ecco il perfetto auto-autistico. Colui che si isola dal mondo, schiva ogni genere di situazione sociale, creando una dimensione parallela e intersecata a quella reale non necessariamente perchè non è socievole, forse solo per autodifesa.

Il perfetto auto-autistico è ad ogni angolo della strada, non ha abbigliamento particolare, non si fa notare a volte,  desidera non essere disturbato, ma sorride cordialmente a chi interrope il suo isolamento. Eccomi qui. La perfetta auto-autistica.

 Ricordo quel lontano giorno in cui la batteria dell'ipod aveva ammutinato, interrompendo il mio sottofondo musicale. Per un errore di calcolo il libro che portavo con me era stato concluso in mattinata, lasciandomi sprovvista sulla via del ritorno. Costretta a viaggiare su una corsa di bus pomeridiana, ripiena di 14/17enni pettinati, firmati, colorati e lisciati; in balia degli ormoni e della house sparata a palla dalle casse da 1000 decibel del cellulare. Quanto ho rimpianto i vecchi stereo ingombranti e difficili da portare in giro!

L'attenzione è attratta dalle ragazzine sedute davanti a me: chiacchierano del più e del meno, iniziano dal regalino per il compleanno per il fidanzatino e poi parlano di vacanze. "Io vado a Cattolica con Dario quest'estate, i miei non ci vogliono andare, sai, romopono i coglioni con questa storia della cassa integrazione, mi fanno mille menate, che palle!" L'amica asserisce e io trattengo a fatica un pippone che ricorda molto quelli di mio nonno, quelli che hanno inizio con le fatidiche parole: "Ai miei tempi...". Mi trattengo e taccio. Sarebbe umiliante per me un"Fatti i cazzi tuoi" sparato dalla giovane vacanziera in presenza di un branco di Emo. Glielo darei l'emo, l'emozione di andare a pulire i gabinetti pubblici in stazione.

L'auto-autistico resta volentireri fuori dal mondo, solo per propria scelta, seleziona accuratamente la propria compagnia, è quindi poco dotato di quel senso di tolleranza verso, ad esempio, gli adolescenti.

Scesa dal pullman vado in stazione, ancora rifletto sulla cassa integrazione, ma che sarà? avrà a che fare con qualcosa di dietetico? E intanto la mia curiosità e attirata da un capannello di ragazzine attorno a due poliziotti, spiegano di essere state importunate da dei personaggi, i tipici esemplari che popolano le stazioni e i treni come ricovero per sbronze o risse alla moviola (dovute al tasso alcolico). Le ragazze spiegano concitate che spesso vengono disturbate dal suddetto eseplare con richiami amorosi, come: "passerottino!" seguito dall'imitazione di vari sbaciucchiamenti. Una di loro, la più tosta per tipi giusti, quella un pò in carne, bionda ossigenata e col make-up degno di Platinette, appena vanno via i poliziotti parla ad alta voce, in modo che tutta la stazione possa essere illuminata: " Si ma il problema e che io non mi trattengo. Io gli rispondo male a quelli!" una signora lì accanto, con fare premuroso la mette in guardia, le dice di stare attenta, le amiche asseriscono come pulcini. Lei continua "Che mi può fare, mi violenta!? - E io lo denuncio!"

Te piacerebbe!

Avrei voluto che fosse partito un applauso per accrescere la sua compiacenza, seguito da un lancio di ortaggi e uova marce.

Mai più dimenticherò di ricaricare l'Ipod. Mai più senza! Mai più.

5 maggio 2009

voglio LOMO

Normalmente scrivo per me stessa, questa volta scrivo per tutti coloro che mi vogliono bene e desiderano tanto farmi un regalo per il mio compleanno che è passato da poco (quindi scrivo per me stesso ugualmente). Per il coloro che se ne sono dimenticati e si vogliono far perdonare, per coloro che hanno a cuore la mia crescita creativa, per coloro che non mi conoscono ma vorrebbero comunque fare qualcosa di bello per me che non sono nessuno. Per tutti coloro che non fanno niente a nessuno, ribadisco,  io non sono nessuno.

Adesso esplicito l'oggetto dei mie desideri, la LOMO. Non un OMO, non L'OMO come dicono a Roma, non un OMO come abbreviazione di omossessuale, La LOMO!!!! La mia preferita è la Fisheye,è questa piccolina qui:

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"Farà solo toast pizzette..."- "Pizzette? come queste:"

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e poi lo pulisco io!!!!

Il prezzo è modico me la posso comprare con 5 o 6 ore di straordinario, ma il piacere di un regalo inatteso, ha un'altro risultato!

Fine dell'annuncio che ovviamente non era rivolto alla mia dolce metà.

(Dubito avrà un riscontro positivo, ma volevo condividere il mio entusiasmo di ieri sera per questa scoperta e sparare un paio ...)