22 maggio 2009

La pecorella smarrita

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La chiacchierata di ieri sera mi ha lasciato quella sensazione piacevole di aver visto qualcosa di bello. In realtà non ho visto niente a parte un monitor pieno di parole, ma quelle parole avevano una forza speciale. La forza di una Fede che non ho. Se la Fede è un dono, io al momento non ce l'ho.
Vorrei credere, ma non riesco, la mia visione di fede resta qulcosa che non mi appartene. Ma ciò che ho visto ieri era una sensazione di pace col mondo, una sensazione di tranquillità di chi non si sente mai, davvero mai solo.


Jobber crede profondamente in Dio e ne trae quella Forza in più che lo aiuta e lo ha aiutato ad affrontare difficoltà ben più grosse di quanto potessi immaginare. Forse Dio bisogna cercarlo, forse la ricerca è il primo passo verso il cosiddetto "cammino".
Boh! il mio limite nel "non credere" mi impedisce di camminare, resto ferma qui, nell'idea che Dio c'è perchè noi uomini, granellini sperduti nell'universo, abbiamo bisogno che lui esista, ce lo siamo "inventato" per sentirci meno soli. E'anche vero che se fossimo soli nell'universo "sarebbe uno spreco di spazio".
Mi ricordo da bambina, quando andavo alla chiesa di Sant'Antonio, dietro l'altare un immenso mosaico sui toni dell'arancio, rappresentava Mosè forse: un omone con la barba e con un espressione arrabbiata, non so esattamente perchè fosse così incazzato, ma io credevo che Dio fosse proprio così. Non incazzato, ma grosso e con la barba bianca!
Invece forse Dio, il Dio in assoluto, non parlo di religioni, è proprio in quella particina di Jobber, (cito il mio amico Jobber perchè in lui l'ho vista, magari c'è anche in altri); quella sua consapevolezza che Dio c'è. Non ripete a pappagallo prediche sentite e risentite da pretucoli italiani noiosi e senza un perchè, Jobber ce l'ha dentro di se. Sta tutto lì, in quell'angolino! Il surplus di forza che Jobber dice di trarre dal Signore, è Dio. Per me è un circolo vizioso in cui si crede in qualcosa che scindiamo da noi stessi, che idealiziamo come massima perfezione dell'essere, come massima ambizione che non si può raggiungere ma si può avvicinare. Perchè Dio lo vuole. Perchè Dio vuole il bene...


E io non faccio niente per volere di un Dio che anche se conosco, non riconosco. Conduco la mia vita per l'amore che ho per me stessa, per le persone a me care.
Per ora va così. Jobber dice che io non ho fede perchè non la voglio. Può essere...


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1 commento:

  1. può essere.. nemmeno io la voglio, ed è proprio questa la libertà di un uomo!

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