30 dicembre 2010

accorciamo le scadenze


Visto che quest'anno mi tengo sui grandi classici: natale e buoni propositi, superato il caro vecchio Natale, ci appropiquiamo all'inesorabile Anno Nuovo.
Ho pensato ai propositi dell'anno che verrà, alla fine sono i soliti (copio quelli di due anni fa per fare una verifica):

-perdere 5/6 kili (non ce la posso fare)

-acquisire un pò più di ragionevolezza (come sopra)
-cambiare operatore telefonico. FATTO
-acquistare la reflex alla quale ambisco da circa un paio di anni, non sarò mai fotografa ma a me...me piaceFATTO
-imparare a fare qualcosa di nuovo ISCRITTA AL CORSO DI TEATRO
-ridere di più e affliggermi meno, (mission impossible) MA POSSO DIRE DI AVERCELA FATTA
-vedere più spesso gli amici MI SONO TRASFERITA

BOTTE DI CULO ATTESE:

-trasferirmi a Firenze in qualche modoFATTO

- guadagnare di più - MA QUANDO MAI!!!!


Poichè i buoni propositi hanno tempische lunghe e indipendenti dalla nostra volonta (vedi alla voce DIMAGRIRE), metto giù 2 o 3 proposi per la prossima settimana di ferie, tanto per porsì qualche obiettivo:

- Leggere almeno i due libri che ho acquistato di recente, Ammanniti e Dario Fò.
- fare una maratona di tutti e tre gli episodi de "il signore degli anelli".
- Trovare un qualcosa di "artistico", anche non mio, da presentare alla super-cena di metà corso di Teatro.
- Acquistare un corpo macchina nuovo visto che ho venduto il mio e quello che dovevo comprare sta per svanire...

Per il momento non ho altro in mente, abbiamo da ospitare 10 persone e una micina per la serata di Capodanno, e questo assorbe gran parte delle mie energie.



16 dicembre 2010

Tutti pazzi per merry christmas


Non sono tra coloro che odiano il Natale a prescindere, esiste da secoli, è una cosa positiva, perchè fare sempre il Grinch della situazione!? Si dice: "dovrebbe essere natale tutti i giorni!", certo, in un mondo perfetto e noioso... A me basterebbe a che capitasse 2 o tre volte l'anno e sarebbe già sufficiente. Ho perso del tutto il suo significato religioso, per me il Natale è uno stato d'animo correlato alle circostanze di questo periodo dell'anno: il freddo gelido, le giornate sono più corte, ci si riunisce tutti insieme in casa per fare più calore, per sentire più "calore"... Diciamo una concezione un pò più pagana.
Ecco cosa si avvicina alla mia idea di natale: una tavola fitta di gente che si vuole bene, così che possano stare tutti appiccicati e scaldarsi l'un l'altro; imbandita, perchè il cibo mette gioia, stimola le sinapsi e dà tanto piacere. Nel mio personalissimo natale ideale ci vorrebbe la serenità di tutti (un miracolo), anche se intorno a me non ci fossero proprio tutti quelli che vorrei, l'importante sarebbe sapere che stanno tutti più o meno bene sereni e seduti ad altre tavole imbandite...
Ecco, niente natale ideale. Ma si cerca di vivere nella maniera più positiva, supero il momento nuotando tra decorazioni natalizie, alberello con gattina inclusa, regali da nascondere e da impacchettare, pranzi e cene con persone che per motivi vari, non tutte sento di volermele appiccicare ai gomiti. Traggo le mie gioie nonostante sul fondo sedimentano quelle malinconie e quei dispiaceri che ogni tanto si rimestano un pò.

9 dicembre 2010

Decorazioni di Natale

Visto che ci tengo tanto al mio albero di Natale, quest'anno posto anche io alcuni scatti della mia opera, potrebbe non durare a lungo. In teoria vorrei arricchirlo ancora un pochino, le palline di vetro non ho potuto metterle causa: Nina. Nina è la palla di pelo che da un mesetto condivide con noi il cesso, la cucina e il divano. Il letto è off- limits.

Dicevo, non credo che durerà a lungo, le immagini parlano da sole...















2 dicembre 2010

Smile



Ieri avrei potuto scrivere di un mercoledì di ordinaria follia, mentre oggi riscopro la serenità data da piccoli avvenimenti che mi fanno sorridere e ricordare. Ripenso alle sghignazzate di ieri sera durante la lezione di teatro, quelle sane risate in cui si ride del nulla. Ero sobria.
I miagolii di Nina che mi sveglia perchè ha fame; è ancora troppo piccina, più che miagolare gorgheggia versettini buffi e sguardi altrettanto buffi da quegli occhioni gialli e tondi da civetta.
Ero partita da casa alle 11.00 per recarmi a lavoro e non avevo neppure trovato troppo traffico... a Firenze. Alla radio Linus annunciava le prime 15 canzoni rock più famose pubblicate dal rollig stones. Al primo posto annunciava e lanciava Bob Dylan :like a Rolling Stones. Dopo giorni e giorni di pioggia oggi c'era il sole, ho alzato il volume dell'autoradio e ho riempito la macchina di note, ho cantanto ed ho pensato a chi mi ha avvicinato a Bob Dylan e ho sorriso.

1 dicembre 2010

MBOH...

non mi viene da scrivere niente, ho voglia di scrivere, ma poi cancello tutto.

4 novembre 2010

Alla scoperta di 'O


Ad un mese di distanza posso dire di aver trovato un angolino di vita tutto mio: il mio specialissimo corso di teatro. Mi scarica, mi rilassa, mi diverte... Quando mi è stato presentato la premessa è stata "tutti nella vita dovrebbero fare un corso di teatro!". Vero. O perlomeno, un corso di teatro come il mio sicuramente si. Riapprezzo il piacere di tornare bimba e di giocare, di fare versi di animali e brancolare nel buio, di fare finta che... Imparo ad ascoltare il mio respiro, conosco nuovi muscoli del mio corpo dei quali non conoscevo l'esistenza, sperimentare cose nuove mi fa stare bene. Per 3 ore alla settimana stacco dal mondo e entro in quella sala dal pavimento gommoso con altre 20 persone, ognuno a suo modo vive e permette di vivere un'esperienza positiva. Mi basta questo, uno spazietto mio.


30 ottobre 2010

Dietro ai miei occhi...

Se è vero che le foto si scattano con gli occhi prima che con la macchina fotografica, è anche vero che delle volte bisognerebbe avere l'audacia di scattare per potersi sentire, in qualche modo, fotografo. Mi resta negli occhi la foto della vecchina riflessa nello specchio di un parrucchiere, turbante in testa e la sua mano che le coccola il viso... assorta.
L'audacia è rimasta tra i piedi, mentre mi allontanavo fissandola, senza avere il coraggio di scattare.

26 ottobre 2010

Tempi d'attesa


Difficilmente posto le mie incazzature, ma questa la devo buttar fuori. Il mio lavoro mi abbrutirà, mi sta già abbrutendo.
Ci sono mattinate in cui ho 50 persone ad attendere prima ancora che apra l'ufficio, ma non mi spavantano,
ci sono mattine in cui la gente mi offende e mi insulta, ma cerco di farci una risata sopra perchè le frustrazioni altrui non diventino le mie,
ci sono giorni in cui non sai in quale sede ti sbatteranno e non sai in balia di chissà quali eventi cosmici, ma non mi preoccupo, io un lavoro ce l'ho ancora e mi consola; la mia amica Francesca, ragazza in gamba, autonoma, laureata, concluderà a gennaio il suo contratto a tempo indeterminato a causa dei tagli del Governo, la certezza di un posto fisso va a farsi fottere. Quindi, quanto detto sopra diventa un'inezia, un bocconcino amaro da mandar giù quotidianamente in cambio di una certezza mesile. Oggi devo ritenermi fortunata di avere un lavoro "sicuro", a qualunque costo e a qualunque modo e posizione (anche a 90 delle volte).
Ma il mio lavoro mi fa schifo quando per motivazioni assurde mi ritrovo a mandare presso un'altra struttura una signora in lacrime, ad allungare il suo patimento altrove, mentre un vecchio inutile che è amico del professore, si ritrova un appuntamento anticipato per un ciglio da bruciare, quando potrebbe benissimo strapparselo con una pinzetta e aspettare un pochino di più.

20 ottobre 2010

piccoli piaceri che non hanno prezzo

- doccia calda e restare in accappatoio sul divano a godersi il proprio calore...
- la piccola certezza che se voglio sapere del chitarrista blues con la chitarra a pois, so perfettamente a chi chiedere e riceverò la mia risposta
- il pensiero del mercoledì al corso di teatro
- riuscire a liberare i pensieri lunghi, perchè quelli corti mi stanno terribilmente stretti
- il tea nero miele e limone
- immaginare un vello di pecora come tappeto nel salotto
- ho scoperto che la distanza tra luna e marte non è mai la stessa

13 ottobre 2010

Firenze - 13.10.2010




Mai avrei pensato di assistere ad una lezione universitaria all'aperto, nel porticato del NIC (Nuovo Ingreesso Careggi). L'università è alle "barbe", come si direbbe da queste parti, le risorse sono risicate e gli studenti si ritrovano a protestare imbacuccati, con giacche e sciarpe, in compagnia del vento pungente d'autunno, seduti su 2 panchine o per terra, e una docente fa loro lezione davanti ad un proiettore. Che dire... non è un pic nic! ed io non vorrei che accadesse in Italia.

12 ottobre 2010

Due facce della stessa medaglia

Faccio un tuffo in una foto del passato e realizzo oggi, a distanza di tempo, che proteggere ed escludere sono, in alcuni casi, due lati della stessa medaglia... quella medaglia che ho tenuto tra le mani per poco tempo. Mi sono immaginata il lato a me oscuro per tanto tempo, ho immaginato dall'altro lato un volto di donna, delle lacrime, la liberazione di un macigno in cambio di uno più grosso. Mi è sempre balenata anche l'idea che ci fosse stato un tentativo di protezione. Era, ed è, l'ipotesi più accettabile, più delicata, quella che fa meno male al cuore, quella che ho saputo accettare nonostante tutto il male che ha provocato, nonostante la lacerazione forte che ho subito. Forse l'ipotesi più accettabile, quella che spesso contraddico, è proprio quella che mi permette di andare avanti, di stare meglio... la più reale.

1 ottobre 2010

Officina Teatrale

Si parte settimana prossima con una nuova esperienza, un corso di teatro, gli insegnanti alla presentazione lo consigliano a tutti almeno una volta nella vita con loro o con altri, non ha importanza. Il teatro mi ha sempre affascinata, anche se ho avuto poche occasioni per andarci.



Ora si fanno le cose per bene: si impara e si frequenta da spettatore e forse anche da attore. In fondo la vita stessa non è nient'altro che un grande teatro. Pirandello docet.






27 settembre 2010

soliloquio



Stare sola da sola mi porta a fare un sacco di considerazioni che mi piacerebbe buttare per iscritto, cose che in un remoto domani dovrei rileggere a mente lucida e ricordare, ma poi so che chi legge tende a interpretare e tutto diventa più faticoso. Lascio solo 2 parole prima di dedicarmi a discorsi più futili: malgrado abbia la necessità di sentire certe voci, certi discorsi, certe risate, (parlo al plurare, ma non si parla di una moltitudine), la mancanza di queste mi porta a sentirmi più leggera, più lontana, anche da me stessa. Paradossale, forse.

16 settembre 2010

Un nuovo medico di base

Gli lascerei tutti i giorni un messaggio in segreteria, solo per sentirmi richiamare dalla voce cordiale di questo estraneo che mi saluta presentandosi solo col cognome (senza dott.) e dandomi del tu mi chiede: "avevi bisogno di me, Arianna?"
... mette di buon umore!

15 settembre 2010

quando non sai che guardare, cerca di evitare quello che ti fanno vedere

Se ti senti malaticcia, hai qualche linea di febbre e hai un luuuuuuuuuungo pomeriggio davanti a te,ti metti vestiti morbidi, ti coccoli sul divano, e.... guardi un film leggi un libro???

per me un dilemma, credo che addormenterò in entrambi i casi...

...2 ore dopo...
ho optato per la lettura, sono svenuta dopo 3 paginette. Mi sveglio e accendo la TV, un riflessi incondizionato per molti della mia generazione: "Mamma TV è sempre con me".
Faccio zapping e finisco su Barbara Durso che divide due tizi col ciuffo a banana. Il trash è senza limiti di dignità. I due si insultano in un italiano rimasticato e improbabile, vestiti da camerieri del circo, si sentono belli e si contendono una zoccoletta color nessuno e sapor di niente, famosa per aver fatto la stronza fuori da una discoteca, parlando del costoso paio di scarpe che la buttafuori non poteva permettersi e lei si.
Mi domando: ma non c'è niente di più interessante da proporre? Non parlo di un documentario, un film impegnato... ma troppe cose sarebbero meglio di quello che ho visto, prima di tutte spegnere la TV.
I miei tuffi nel trash dovrebbero essere solo su canali dedicati, non su tutti i canali.


8 settembre 2010

solo pensieri corti

Mi serviva uno strappo, una ceretta forte per certi pensieri. Poi c'è il bruciore intenso, e poi passa...
Resto sempre io, solo con pensieri più corti, più accettabili per tutti.

2 settembre 2010

Impressioni di Settembre



Un mese che si fa amare: il rientro dalle vacanze, le rimpatriate, inizia X factor, la fine del caldo assillante, l'aria frizzantina del mattino. Chi ha detto che non ci sono più le mezze stagioni!

Ho voglia di andare a leggere su un bel prato, il cielo è azzurro intenso, l'aria è gradevole, gli uccellini che cinguettano trallallero trallallà. Ovviamente la mia pigrizia mi porta a rientrare in casa e a non voler assolutamente risalire in macchina, tantomeno a tirare fuori la bici per andare al parco a leggere. Sono solo i vani buoni propositi della mattinata, l'aria frizzantina mi da effetti allucinogeni probabilmente. E fra qualche mese mi pentirò di non averne goduto.





23 agosto 2010

Il viaggio serve

Rientro dalle vacanze. Avrei voluto scrivere le mie sensazioni a caldo sui tanti posti visitati in queste ultime settimane: la musicalità di Salisburgo, la fiaba di Praga, l'arte di Vienna e le notti di Budapest.
E poi in realtà, il tempo non c'è e le parole restano scritte nella mente, attraversando una strada di Budapest, o mentre rincorro un tram, o mentre mi soffermo a guardare gli occhi blu di una ragazza.
Restano i ricordi tra i capelli che svolazzano durante una pedalata sull'isola Margherita e si rilassano su un bel prato umido. I gustosi ricordi di Wustel cavolo rosso, Stinco di maiale, una Sacher Torte, una cena su un barcone del Danubio, un Lagos annaffiato di Birra...
Adoro viaggiare, ma stare lontana dal guscio casalingo me ne fa sentire la nostalgia e non vedo l'ora di tornare.
Alla fine di questa vacanza sono più arricchita, ma stanca. Ora lascio sedimentare e ho già voglia di divano copertina, thè caldo, pioggia e un buon libro o un bel film.
Fa ancora troppo caldo, e c'è tempo per gustarsi l'ultimo pezzetto di estate che rimane...

5 agosto 2010

I classici


I classiconi sono i post pre-vacanze (post-pre non fa ridere). Sono quelli in cui ci si lamenta delle fatiche e si giunge alle tanto anelate ferie. Il lavoro logora, consuma, stressa e rompe'i'pall quasi sempre! E perchè mai quest'anno non dovrei scaravoltare qui tutte le mie angosce da:
lavoro nuovo nuovo, ma mica troppo, io allo sportello c'ero già stata.
La differenza di una città nuova nuova per me, ma vecchia vecchia... (si dice antica!) dove per arrivare a casa mia delle volte ho percorso km e km per lande deserte, paludi inquetanti, arrampicandomi su picchi impervi, rotolando per sentieri scoscesi e mondi sconosciuti.

Lo stress del riadattamento.

Senza contare tutte le varie ed eventuali che mi conducono strapazzata e stropicciata alle sospirate vacanze non meritate. Anche quest'anno, per strane e sconosciute coincidenze astrali, mi sono consentite anche se non me le potevo permettere. Se non risparmio per l'anno prossimo, altro che vancanze!

Ad ogni modo abbiamo preparato un tour in macchina Firenze-Salisbugo-Praga-Vienna-Budapest-Slovenia(nonsisabenedove)-Firenze.E spero proprio di rilassarmi un pò!

Inoltre, avendo ormai appurato che i miei generi fotografici non sono: Macro, Paesaggi, Still Life, Astrofotografia, Fotografia naturalistica, Strobofotocicciput fotografica... cercherò di cimentarmi in quello che resta.

Stringo i denti in un sorriso tanto finto quanto abbagliante, mancano ancora un paio di giorni!!!

2 agosto 2010

Quando si parla di una persona ferma

... non si parla sicuramente di me, non ho fermezza nè di spirito nè di idee. Quando decido qualcosa, non è mai quella. Le mie viscere, il corpo, la bocca, le dita si muovono per impulsi nati ancor prima di tutte le premesse. Contare fino a 10 delle volte non serve... il corpo agisce senza fermate intermedie dritta al capolinea come un treno, alle volte in maniera più fantasiosa, ironica, facendo anche un paio di giravolte intorno all'argomento, altre come una freccia scoccata d'istinto. E faccio centro quasi sempre, quindi spesso colpisco forte e a mano aperta, senza necessariamente usare la mia delicata manina.
Correggendo il titolo iniziale:
quando si parla di una persona Buona, non si parla di me.
Purtroppo non ho l'intelligenza di soprassendere, assecondare, IGNORARE i pensieri stupidi e le persone stupide che sovraffollano la mente affaticando l'unico neurone che mi ritrovo, di qui si puo ritonare al titolo 1, di conseguenza passare al titolo 2 e volendo c'è un titolo 3:
Quando si parla di una persona stupida, potete sicuramente pensare a me.

31 luglio 2010

Promesse e Segreti

Mi risulta troppo difficile fare promesse legate a segreti che pesano come macigni. Non sono mai stata brava in questo, e questa volta non coincide con i miei desideri o le mie speranze.

22 luglio 2010

Segni 2 la vendetta: ci credi, li riconosci, ma non li capisci


Dove lavoro, nessuno, niente di nessuno, neppure il dottorino che ti rompe le scatole tutti i giorni con le sue menate, non so se si è capito ma volevo dire "nessuno", nessuno dedica un fiato per un saluto. Mentre una mattina alla macchinetta del caffè non solo vengo salutata, ma la tizia mi chiede anche il nome e dice che le ricordo un'amica. E' un Segno. Il segno che mi irriteranno tutti i 50 utenti che durante la mattinata non risponderanno al mio Buongiorno cordiale. Il segno che avrò un giramento di palle esagerato a fine giornata.

Se in cinque giorni di sportello arrivano in oculistica 7 suore, e su quattro sportelli disponibili il numeratore le indirizza tutte a me, E' UN SEGNO. Il segno che se a fine settimana sento bestemmiare, (anche se di solito mi irrita a prescindere dalla mia scarsa fede), mi verrà da ridere. Oppure è il segno che in futuro mi farò monaca di cluausura.

Le mattine in cui non sono troppo in coma, dopo aver fatto pipì, mi peso. Stesso peso da settimane, oscillo tra due misure ma sempre le stesse. Stamattina ho rotto la routine di pesata, ho perso UN ETTO! Sarà un segno!?

19 luglio 2010

Lunedì mattina

...il momento migliore per scrivere. La settimana non è ancora partita e non pensi alle 33 persone che ti aspettano dall'altra parte del vetro e fra 5 min saranno lì a spaccari i maroni. Ancora assonnata penso che basta un fine settimana così " a cancellare cento dei miei giorni stronzi". Divertita, svagata, alcolizzata, nutrita, coccolata "il giusto" come si dice da queste parti, ovvero nella giusta misura.
Nello specifico ho avuto un venerdì con la Bandabardò, un Sabato a Mercantia e la Domenica tutta per me.
C'è solo una cosa che irrita stamattina, a parte il caldo, ma i Fiorentini non vanno in ferie???c'è più traffico in questi giorni alle 7 di mattina, che non a marzo! e già si ritorna alla rottu.. routine settimanale.
















14 luglio 2010

non sempre è tutto bene...


Cambio casa, chissà poi perchè? infondo non credo che cambiare possa stimolarmi a fare... boh! fare.
Questo blog è una vecchia puttanaccia, ricorro a lui solo in casi di estrema necessità ormai, non credo che cambiando "zona" vivrò un nuovo amore.
Ma è pur sempre la ricerca di uno stimolo; proprio quello che mi manca in questo periodo, insieme all'autostima, la voglia di fare qualcosa di decente, di gratificante. Affogo nella mia mediocrità. Per una volta non trovo neppure una chiave ironica, non c'è ironia nell'essere mediocri.
Mi sono sentita dire: studia, impegnati, prova, confrontati... Quello che mi ripeto da sempre. Ma ora mi sento come il pesce rosso che ho a casa, con un tappo nell'intestino. Solo che lui tende a galleggiare per questo, mentre il mio tappo, invece, tende a spingermi verso il basso, come un macigno. In entrambi i casi è deleterio. Divento deleteria per me e per chi mi sta vicino, pochi a dire il vero. Serve una valvola di sfogo.


7 maggio 2010

under the moon

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E’ banale dire che siamo egoisti e che tendiamo a preservare noi stessi, che sarebbe un male non farlo. Il desiderio di stare bene e di volere il meglio per noi, se ricercato senza ledere gli altri, non può che renderci migliori. Ne sono convinta.
E’ altrettanto banale dire che siamo eterni insoddisfatti, anche nella migliore delle condizioni abbiamo quel piccolissimo cruccio, quella sensazione di sottofondo di “aver rinunciato a qualcosa”. Per non parlare poi delle situazioni più critiche, dei momenti in cui la vita regala davvero le briciole a chi è perennemente affamato.
Detto ciò, posso affermare con certezza che sto bene: una delle rare volte nella mia vita in cui non ho nulla, ma proprio nulla di cui lamentarmi. Eppure, il maledetto istinto umano mi lascia appannato un vetrino attraverso il quale vorrei vedere più chiaro, attraverso il quale vorrei vedere cosa sarebbe accaduto se… la vita parallela che un’altra Arianna sta vivendo su un’altra dimensione.
Resta quel buchino nello stomaco che tieni sempre per un’aggiuntina, che magari non riempi per non fare la golosa, quel qualcosa che poi ti manca, come sentire i grilli fuori dalla finestra chiudendo la persiana alla sera, sentire il profumo dolce dell’erba appena tagliata nelle mattine fresche di primavera, era così frequente.
Le stelle della notte rientrando a casa dopo una bella serata, vorrei sentire il rumore del lago nelle sere d’estate, la mia pelle sotto la luce della luna.
Non voglio lasciare che i bei ricordi scivolino via, li voglio rinnovare.

6 maggio 2010

Pausa-single (solo fino a domani sera)

moz_in_pausa.jpgQuando andavo a scuola e dovevo studiare chimica, avrei fatto qualunque altra cosa pur di non studiare, trascorrevo le ore sul cesso a leggere romanzi, con tanto di dialoghi ad alta voce e interpretazione relativa (con una webcam al seguito, Laura Scimone sarebbe stata una dilettante allo sbaraglio) , pur di non tornare su quei maledetti libri imbottiti di CH3CH2CH2CH2CH2CH2CH3. Sono perito chimico, ma non so che cacchio ho scritto.

Stasera mi sono imposta di fare una breve lista di faccende domestiche, incluso il bonifico per l'affitto, che vengono inframezzate da qualunque intervallo: pausa-spuntino, pausa-pennica, pausa-studio della nuova SD da 16GB per la reflex, pausa-fisso il vuoto in attesa di ispirazione, pausa-facebook, pausa-blog.....

Sono le otto èd ho a malapena tirato via un po di polvere dalla libreria e sollevato 2 delle 4 sedie della cucina per lavare il pavimento. Sono già stanchissima!

26 aprile 2010

Breve ma intenso

un pensierò rivolto alla palletta contenente palline di ceramica al suo interno, me l'hanno rifilata ieri alla fiera dell'artigianato, pagata ben 15 euri, lava tutto senza detersivo, ne suggerisce appena un cucchiano da caffè per profumare. L'unica cosa che mi viene da pensare ora è questo. Mi illudo che funzioni.

Il mal di stomaco/cervicale non mi permette di accedere ad altri piani profondi di pensiero... Dovrei anche andare alla 5 puntata del corso di fotografia stasera, che fatica per la mia tensione cervicale, l'autostrada mi strizza i nervi.

per queste cose mi manca il mio Galaxy Express 999! Non l'ho venduto, ce l'ho parcheggiato nel garage della mente. Ho bisogno di leggere un pò, devo solo distogliermi dal fare tutto di niente.

branchie-mft.jpg

Illuso anch'io continuamente, confuso tra tante realtà
ma se scoprirò quella giusta, chissà se poi l'illusione cadrà
se scoprirò che c'è una sola realtà non credo che mi basterà.

22 marzo 2010

A parte la schiena…

L'ho mai scritto che sto bene?non ricordo, ma non ci sono avvenimenti particolari a segnare il mio umore... oppure si può dire che tutti gli avvenimenti piccoli o grandi della mia quotidianità mi fanno sentire serena dal cappucino che mi fa Francesco al mattino, al meeting fotografico di questo fine settimana, o i concerti di De Andrè e Giuliano Palma.... Imparo le strade da fare in macchina, inizio ad avere una vita in autonomia...

News della giornata è il corso di fotografia che ha inizio questa sera, se non mi perdo per Prato...

22 febbraio 2010

Il buongiorno Fiorentino

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Firenze la conosco da un qualche annetto, ci vivo da 2 giorni, ma ovviamente, ancora non ho messo il naso fuori di casa, pacchi scatole, e vestiti, e cavi, e pulizie, e lavastoviglie, e lavatrice....non se ne può più, ma ci sono quasi. Il trasloco, o meglio, la fase 2 del trasloco: quella in cui si va nella nuova dimora, sarebbe una cosa da affrontare in completa e totale solitudine, tu e le tue cose. La musica a fare compagnia e l'ordine che nasce dall'anarchia. Purtroppo, non è così! Questo, sommato alla fase 1 (quella in cui sono a Varse, impacchetto e porto via tutto lasciando l'essenziale), aggiungendoci anche che è "uno di quei giorni", mi porta allo sclero puro, all'urlo tarzaniano con il quale mi presento ai nuovi vicini di casa.

Per un particolare gusto trash, menzionerei la pulizia tra le varie cagate accumulate negli anni, quelle cose che proprio non si sa perchè non si vogliono buttare via: la borsina oscena di 5 o 6 anni fa; la bandana del concerto di Vasco, cosa me ne faccio!? Vasco è morto insieme alla sua fantasia malata di ripropormi Creep dei Radiohead come in un conato di vomito dopo una sbronza colossale. Se proprio proprio se lo fosse prefissato come progetto di vita, avrebbe potuto almeno darsi da fare quando era ancora "sotto". La bandanina l'ho buttata con immenso orgoglio insieme a cd masterizzati, campioncini di profumi, creme mai usate, cazzilli vari regalati da chissàcchì, la cintura marrone da cow girl, con un pezzettino che si allargava a forma di fondina per la pistola, sorpresine delgli ovetti kinder, il maglioncino fuxia, i dylan dog raccolti in un paio di anni, quando ancora mi permettevo il vezzo di comprarlo ogni mese. So che è triste, ma cosa me ne facevo di una collezione senza capo nè coda?Insieme a una miriade di altre cianfrusaglie assurde!

In questi giorni di preparazione pre-lavorativa, oltre agli impegni tra banca, comune, asl, e giro all'ikea per gli ultimi acquisti, cercherò di prendere una mattinata tutta per me e la mia Oronza, (non è un cane è la macchina fotografica, ho scelto un nome che ricordasse la sua proprietaria). Ho bisogno di girare da cittadina e non da passante in visita. Penso si riesca a respirare un 'aria nuova guardando "il porcellino", o sedendosi in piazza Santamaria Novella a leggere un libro nel prato, (evitando le cacche dei cani magari!). Ho un sacco di posti mai visti nonostante il tempo trascorso qui, come il parco delle cascine, da ammirare rigorosamente di giorno, anache se la versione by night non deve essere male... E poi devo tornare per un bel thè sulla terrazza della biblioteca delle Oblate.

In questo giro sorriderò a ciò che mi aspetta e a ciò che ho lasciato.

18 febbraio 2010

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e le parole sussurrate...

14 febbraio 2010

“…”

Mi pentirò di tutti i momenti che non ho trattenuto, di tutte le emozioni che volevo fermare nell'immagine, di tutte le cose che dovrei fare e che forse non farò.

Chiudo gli occhi e registro le pulsazioni del cuore, ci sono frasi, sorrisi, pensieri, abbracci che come in una musica associo ad una frequenza ed ogni frequenza sarà una determinata pulsazione... Quando a Giugno sarò a cercare ombra sotto la Loggia della Signoria, mi siederò sul muretto ad arricciare le serpi di Medusa, mi basterà chiudere gli occhi, scartabellare tra le sensazioni e ritroverò quei battiti mancati, quella musica.

8 febbraio 2010

in un attimo…

Il sonno sfugge tra le lenzuola, vola tra le vecchie foto che galleggiano nella stanza, quelle scattate e quelle della memoria. Il sonno non mi abbandona, resta sui miei occhi stanchi.

Un nodo in gola, eppure le misure di sicurezza sono state prese, non c'è casco più duro della mia testa quando mi ostino in idee che dentro, dentro la corazza, so che possono essere sbriciolate in un momento. Solo una stramba facciata disegnata ad arte e modellata per ogni occasione, che non duri più di quel che serve. Chi mi conosce lo sa.

Raccolgo tutto in uno scrigno di ricondi, lo nasconderò in fondo al cuore, nel posto più segreto. Certi sguardi, certe parole, gli abbracci, non li voglio lasciare, li porto con me.

 Il sonno mi prende per mano mi riporta a letto e mi rimbocca le coperte. Domani avrò un sogno in più...

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26 gennaio 2010

A volte ritornato

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... e a volte se ne vanno.

E' un viavai continuo in questo periodo, non scrivo più perchè l'ispirazione è andata. Prima avevo la scusa della fotografia, facevo tante foto, tante tante, adesso neanche quelle.

Sarà che la mia partenza imminente verso altri lidi mi fa scappare via tutta la voglia di darmi alla futilità. Firenze arrivo! ma quando, quando? La smania di partire e la paura fottuta di lasciare

cambiare- cambiare- cambiare.

Sono al Bivio caro Enrico Ruggeri, ma ho già messo la punta di un piede lungo la gambata di questo stivale. E l'armadio 10 ante con cabina armadio porta-amante incluso nel prezzo, è già lì. Para para pa-ppa para pà! OK il prezzo è giusto!!!

Il prezzo sarà anche giusto, ma tutto il resto?

Il lavoro? si torna allo sportello, ne avrò da raccontare... mi spiace lasciare alcuni colleghi però.

La casa? mi piace assai, ho 2 cose che sognavo da una vita e che non ho mai avuto: Il parquè, camminerò senza scarpe, YESSSS! E la libreria che prende tutta la parete. YESS. In compenso devo ancora affrontare la questione trasloco e pulizia generale.

Il moroso? Ecco, parliamone: (lui legge, ma chissene), da 5 anni abbondanti in quà non avevo presenze costanti a girellarmi per la casa. Spesso vago ignuda,  faccio le pulizie senza nessun ritegno per gli orari; i vicini ancora non hanno brontolato per la centrifuga alle 2 di notte, evidentemente pensano sia un elicottero. Non ho orari di pranzo e cena, lo faccio negli orari che più mi aggradano. Mangio qualunque cosa, sono reticente nell' elencare gli avanzi che spesso mi sono rigirata per 3 giorni di fila solo per la pigrizia di dover uscire a fare la spesa. Mangio ovunque, divano, per terra, sulla scrivania, a letto... qualche volta anche a tavola eh, ma mi sono diseducata alle regolarità. Se non fosse per il l'Activia io non so come farei... Grazie Alessia, ci fai sentire tutte più normali nelle nostre irregolarità. Sarebbe carino se inziassero a sponsorizzare anche qualcosa sulla masturbazione femminile. Alessia, se sapessimo che anche tu ti masturbi, ci sentiremmo tutte più normali nella nostra sessualità.

 Divago.

Insomma devo rieducarmi: la vità allo stato selvaggio va abbandonata, in compenso, avrò il moroso sempre accanto, magari qualche volta la cena me la prepara lui e io non dovrò fare altro che mettere il sederino sulla sedia e le zampe sotto al tavolo. Basta con le telefonate tutte le sante sere. Basta con i litigi a rate, con le menate varie ed eventuali che insorgono a causa della distanza.

Mamma e papà? sopravviveranno senza di me... in treno sono sempre 4 ore, non di più.

Gli amici? L'incognita. Un profeta, mi ha detto: "ora ti accorgerai di chi sono i veri amici!!!". Cazzo, già li conto sulle dita di una mano, li vedo una volta ogni morte di papa e qualcuno sta addirittura dall'altra parte del mondo. Se anche lì mi tocca fare una scrematura! mi rimarranno giusto le unghie? fortuna che non le mangio! quello che mi intristisce maggiormente è il rischio che sarò dimenticata. Quello che mi ha già intristito molto è che qualcuno ha già dimostrato di non essere molto toccato dalla mia partenza, o forse, non lo vuole dare a vedere. Convinciamoci di questo, ma io gli addii strappalacrime, non ditelo in giro, li vorrei proprio. Mi farò nuove amicizie dicono...mah!

Di tutto questo via vai le parole chiave del momento sono ORMAI e SPERIAMO.