30 ottobre 2010

Dietro ai miei occhi...

Se è vero che le foto si scattano con gli occhi prima che con la macchina fotografica, è anche vero che delle volte bisognerebbe avere l'audacia di scattare per potersi sentire, in qualche modo, fotografo. Mi resta negli occhi la foto della vecchina riflessa nello specchio di un parrucchiere, turbante in testa e la sua mano che le coccola il viso... assorta.
L'audacia è rimasta tra i piedi, mentre mi allontanavo fissandola, senza avere il coraggio di scattare.

26 ottobre 2010

Tempi d'attesa


Difficilmente posto le mie incazzature, ma questa la devo buttar fuori. Il mio lavoro mi abbrutirà, mi sta già abbrutendo.
Ci sono mattinate in cui ho 50 persone ad attendere prima ancora che apra l'ufficio, ma non mi spavantano,
ci sono mattine in cui la gente mi offende e mi insulta, ma cerco di farci una risata sopra perchè le frustrazioni altrui non diventino le mie,
ci sono giorni in cui non sai in quale sede ti sbatteranno e non sai in balia di chissà quali eventi cosmici, ma non mi preoccupo, io un lavoro ce l'ho ancora e mi consola; la mia amica Francesca, ragazza in gamba, autonoma, laureata, concluderà a gennaio il suo contratto a tempo indeterminato a causa dei tagli del Governo, la certezza di un posto fisso va a farsi fottere. Quindi, quanto detto sopra diventa un'inezia, un bocconcino amaro da mandar giù quotidianamente in cambio di una certezza mesile. Oggi devo ritenermi fortunata di avere un lavoro "sicuro", a qualunque costo e a qualunque modo e posizione (anche a 90 delle volte).
Ma il mio lavoro mi fa schifo quando per motivazioni assurde mi ritrovo a mandare presso un'altra struttura una signora in lacrime, ad allungare il suo patimento altrove, mentre un vecchio inutile che è amico del professore, si ritrova un appuntamento anticipato per un ciglio da bruciare, quando potrebbe benissimo strapparselo con una pinzetta e aspettare un pochino di più.

20 ottobre 2010

piccoli piaceri che non hanno prezzo

- doccia calda e restare in accappatoio sul divano a godersi il proprio calore...
- la piccola certezza che se voglio sapere del chitarrista blues con la chitarra a pois, so perfettamente a chi chiedere e riceverò la mia risposta
- il pensiero del mercoledì al corso di teatro
- riuscire a liberare i pensieri lunghi, perchè quelli corti mi stanno terribilmente stretti
- il tea nero miele e limone
- immaginare un vello di pecora come tappeto nel salotto
- ho scoperto che la distanza tra luna e marte non è mai la stessa

13 ottobre 2010

Firenze - 13.10.2010




Mai avrei pensato di assistere ad una lezione universitaria all'aperto, nel porticato del NIC (Nuovo Ingreesso Careggi). L'università è alle "barbe", come si direbbe da queste parti, le risorse sono risicate e gli studenti si ritrovano a protestare imbacuccati, con giacche e sciarpe, in compagnia del vento pungente d'autunno, seduti su 2 panchine o per terra, e una docente fa loro lezione davanti ad un proiettore. Che dire... non è un pic nic! ed io non vorrei che accadesse in Italia.

12 ottobre 2010

Due facce della stessa medaglia

Faccio un tuffo in una foto del passato e realizzo oggi, a distanza di tempo, che proteggere ed escludere sono, in alcuni casi, due lati della stessa medaglia... quella medaglia che ho tenuto tra le mani per poco tempo. Mi sono immaginata il lato a me oscuro per tanto tempo, ho immaginato dall'altro lato un volto di donna, delle lacrime, la liberazione di un macigno in cambio di uno più grosso. Mi è sempre balenata anche l'idea che ci fosse stato un tentativo di protezione. Era, ed è, l'ipotesi più accettabile, più delicata, quella che fa meno male al cuore, quella che ho saputo accettare nonostante tutto il male che ha provocato, nonostante la lacerazione forte che ho subito. Forse l'ipotesi più accettabile, quella che spesso contraddico, è proprio quella che mi permette di andare avanti, di stare meglio... la più reale.

1 ottobre 2010

Officina Teatrale

Si parte settimana prossima con una nuova esperienza, un corso di teatro, gli insegnanti alla presentazione lo consigliano a tutti almeno una volta nella vita con loro o con altri, non ha importanza. Il teatro mi ha sempre affascinata, anche se ho avuto poche occasioni per andarci.



Ora si fanno le cose per bene: si impara e si frequenta da spettatore e forse anche da attore. In fondo la vita stessa non è nient'altro che un grande teatro. Pirandello docet.