30 gennaio 2011

convenevoli














Non chiedermi mai come sto, se non ti interessa la risposta che potresti ricevere...


quando lo chiedo, a me importa sempre.



24 gennaio 2011

bisbetica...

Fastidio per il "mi piace di facebook". Il network globale che ci vuole tutti amici e che ci spinge a cliccare con rapidità sul tasto mi piace. Si preclude la condivisione solo di pensieri, parole, musica, e quant'altro riteniamo affini.

Ciò che non piace, ciò che disdegna, ciò che suona assurdo, ciò che rompe le scatole, i falsi luoghi comuni, ciò che non va proprio di continuare a leggere sulle pagine di quella finestra a tapparelle abbassate, richiede l'esplicitazione del dissenso a parole proprie. Il chè non sarebbe male, ci spingerebbe a tirare fuori il coraggio del dissenso motivato (e non), dell'apertura verso il dialogo. Invece, è proprio così che si risulta antipatici, acidi, fastidiosi, polemici... generalmente viengo ingnorata.

La mia mamma non va orgogliosa di me quando esprimo il mio dissenso nella vita di tutti i giorni, dice che sono troppo intollerante/pignola. Figuriamoci gli amicidifacebook, che mi conoscono superficialmente e spesso si fanno idee di me che, anche se carine, sono errate. Per esempio c'è un ragazzo che è convinto che sia appassionata di blues e che abbia un ottimo gusto musicale. A parte che è abbastanza soggettivo, io non sono "appassionata" di blues, lo apprezzo... Ma quando mai ho pubblicato pezzi blues!?! E non sono nemmeno tra coloro che sbandiera gusti musicali di tendenza (qualunque tendenza) per sentirsi più cool. Non sono cool, sono mediocre, ma ho idee, opinioni e gusti variegati e avariati, che spesso non posso ignorare.

Contenta di non dover essere condivisa con tutti e tra tutti e non dover necessariamente piacere proprio a tutti.

17 gennaio 2011

il ricordo perso


Non mi consola molto l'idea che ce ne saranno altre, la cena/festa di domenica non me la volevo proprio perdere; per una febbre a 39,4 poi!!!!! E' tutto l'inverno che starnutisco e tossicchio, e ho la febbricola che va e viene, tant'è che il dottore mi ha direttamente prescritto di non guardare più il termometro fino a che non fossi stata veramente male.
Ma cazzo! (e qui va a farsi benedire il mio proposito di essere meno volgare, quindi ne aggiungerei un altro) Ma cazzo! è un mese che si parla di questa festa di metà corso di teatro, durante la quale ognuno avrebbe potuto portare qualcosa da presentare, una canzone, una foto, un quadro, una poesia, una qualsiasi sciocchezza (ma anche no) da volere condividere con gli altri... io lo sottolinerei: Ma cazzo! proprio in questo fine settimana dovevo ammalarmi seriamente?!?!?!? Non era tanto per il breve scervellamento di una serata nell'ingegnarmi su cosa presentare, non è per i 15 cartoncini A3 arancioni (colore scelto perchè si vedesse bene ciò che poi non ho più scritto), e nemmeno per quella decina di foto fatte stampare in bassa risoluzione nonostante fossi agonizzante nel letto, era per tutto il resto! I ragazzi, la curiosità di vedere cosa avrebbero portato, come lo avrebbero presentato, la loro compagnia dal pomeriggio alla sera, senza la costrizione delle lunghe tavolate rettangolari che non permettono di parlare con tutti alle cene. Era che volevo portare la nuova macchina e fare qualche foto divertente.
Da brava frignona ci ho pianto per 4 giorni tutte le volte che ci ho pensato o e se me la rinominano, ripiango. Sono sciocca e infantile, si piange solo per le cose serie, ma se io attaccassi a piangere per quelle potrei non smettere più per un anno. Quindi tralasciando i grandi dispiaceri della mia vita, credo di averne il diritto, non della vita in generale (non sono Madre Teresa), posso concedermi giusto il piantino idiota per una cosa che attendevo con piacevole ansia e che non ho potuto fare.
In compenso ho tutta la settimana per riprendermi a casa...

13 gennaio 2011

L'urlo


L'altra sera al corso di teatro ci hanno fatto fare un urlo liberatorio. In realtà l'esercizio prevedeva che scaturisse da tutta una fase di immedesimazione in uno stato di angoscia. Avendo la capacità di concetrazione di un criceto, non riuscivo a tirare fuori l'angoscia, anche perchè in genere quando entro in quella sala tutte le angoscie cerco di lasciarle fuori.
A dire il vero è da un pò che cerco di mettere da parte ogni angoscia, le lascio in un cantuccio, come i panni sporchi da lavare.
Insomma, l'urlo l'ho fatto lo stesso, ho pensato che comunque starebbe stato uno sfogo. Ho caricato il diaframma a molla 2 o 3 volte e ho urlato fortissimo...
Ho fatto una stupidaggine (termine quasi desueto, cazzata avrebbe reso meglio, ma cerco di ripulire il linguaggio), a parte il mal di testa che ne è scaturito, credo che l'inconscio attraverso il conscio mi abbia stappato il subcoscio.
Tradotto in parole povere: il mal di testa l'ho fatto passare con un paio di moment, ma è da ieri mattina che ho un magone.... a lavoro poi, si è moltiplicato in modo esponenziale...
Oggi sento che passa lentamente, ma non sono ancora del tutto convinta, la giornata è lunga...

10 gennaio 2011

Cestino

Adoro le consuetudini. Tra le persone che frequento abitualmente, se qualcuna fa un cambio di look radicale, mi destabilizzo... non esageriamo, diciamo che mi stranisco.
Se devo cambiare un paio di scarpe alle quali sono affezionata perchè le mie ormai sono in uno stato pietoso (vedi alla voce stivali neri senza tacco), mi intestardisco nella ricerca del modello impossibile, mi risulta difficile abituarmi anche alla moda del momento.
Potrei proseguire negli esempi all'infinito, resterebbe il fatto che i cambiamenti mi fanno bene, quasi tutti, (ovviamente non taglierò mai più i capelli al di sopra delle spalle).
Non voglio nemmeno ripensare allo stato d'ansia nel quale sono entrata quando a marzo scorso ho cambiato casa, lavoro, città, abitudini e consuetudini varie...
Eppure è stata un'ottima rivoluzione, tutti i cambiamenti della mia vita mi hanno ricondotto, come seguendo un filo rosso, a qualcosa di nuovo che non sarebbe potuto esistere senza ciò che c'era stato prima... Perciò viva le rivoluzioni!
In realtà prima di questo post, ce n'era un altro, più arrabbiato e più forte che parlava e non parlava della mia infanzia e di ciò che è rimasto tra le bozze. Ormai su queste pagine non ho più coraggio di scrivere. Ma questa foto la volevo pubblicare lo stesso. Mi ricorda il sentimento positivo di quel post...


3 gennaio 2011

ricettina in solitaria lìxlì

Data la mattinata in solitaria, dopo aver trascorso qualche ora sul divano a leggere e ascoltare musica facendo colazione con una tazza di caffèlatte caldo, mi ingegno in una ricettina leggera post porcellosità festive:

Filetti di platessa lìxlì

ingredienti per una persona (ricordo che ero sola):

un filetto di platessa e mezzo surgelati
farina q.b.
1 noce di burro
funghi
limone
aglio
prezzemolo
vino bianco
sale e pepe a piacere

marinate i funghi crudi tagliati a fettine sottili sottili con il succo di limone,1 spicchio di aglio, sale, prezzemolo tritato. (preparato il giorno prima dalla suocera come condimento per i crostini).
Infarinate i filetti di pesce ancora surgelato e poneteli a soffriggere in una padella con una noce di burro, rigirandoli di tanto in tanto. Quando saranno ben dorati, sfumate con un pò di vino, salate e disponete in un piatto adagiandovi sopra i funghi marinati che col calore del pesce subiranno una lieve cottura che farà riemergere dalla marinatura il sapore e l'odore del fungo.

il pissero merluzzo così è davvero gradevole.