12 ottobre 2011

Donne in rinascita - Jack Folla

senza segreti


Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.0
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse.
La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti...

Testo originale Diego Cugia, alias Jack Folla

Cerco da giorni le parole più adatte per esprimere dei pensieri che rigirando su se stessi mi arrovellano. Oggi mi sono imbattuta in questo testo di Diego Cugia (mica cotica), ed ho subito pensato ad una persona che sento particolamente vicina in questo periodo. Penso a lei e a chi sa guardare oltre il make up e smalto, oltre la moda, oltre le apparenze fatte di cose futili che a noi Donne piacciono e che ci fanno sentire femminili. Celate, dietro un velo di ombretto dal quale può trasparire tutta la cura e l'amore che abbiamo per noi stesse quando vogliamo coccolarci un pò. Dedicata sopratutto a te che stai raggiungendo la tua primavera a novembre... quando meno te l'aspetti... arriverà.  un abbraccio
ari

7 commenti:

  1. conoscevo questo testo. torneranno le rondini e sbocceranno i fiori, e chi se ne frega se il calendario dice che nel frattempo è arrivato novembre o dicembre, visto che è stato inverno per anni...
    la persona di cui parli so che è commossa e so che le hai aperto una breccia nel cuore dalla quale arriva un po' di sole e che sa che tu sai, e che proprio perchè sai le tue parole la toccano particolarmente e questo è la sola cosa che conta.

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  2. carie, carieeeee, carieeeeeeeee!
    (comunque grazie, ary, ho apprezzato molto le tue parole per me... anche se io non mi trucco mai... mumble, mumble...)
    gigia

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  3. gigia vedi cuoricini o lov lov lov?
    cmq parlo di tutte le donne che apprezzo e tra queste ci sei anche te, che non ti trucchi per gli altri, ma quando siamo in privato io e te... dai! Non farmi dire!

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  4. ahahahhahahahahahhaahhaahah che ridere....Gigia truccata in privato per te. muahahahah muoio

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  5. gigia io so e ho visto di te cose, che gli umani non possono immaginare ahahahahahahhahahahaha

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