29 novembre 2011

realtà parallele

Sarà che sono influenzata dalla Fringe-maratona, ma le realtà parallele sono sempre state un mio pallino. E se fosse vero veramente che ad ogni ma, ad ogni se, ad ogni bivio della vita, la nostra esistenza si sdoppi e si continui a sviluppare su piani paralleli?
Se davvero esistesse un'Arianna che è rimasta a Taranto, che vive lì la sua vita di giovane disoccupata, precaria, lavoratrice in nero, vittima della rassegnazione, forse sposata e con un bambino...
Se davvero esistesse un'Arianna che vive ancora a Varese, che si è fatta il culo studiando e lavorando, che si è laureata in psicologia e oggi lavora presso un consultorio ASL...
Se esistesse un'Arianna che vive ancora con il babbo...
Se davvero esistesse un'Arianna che quel benedetto fine settimana, ha smosso il culo da casa, è partita per Desenzano in un estrema follia che per amore non aveva mai fatto... 
Se esistesse un'Arianna che non ha mai messo piede a Firenze e che per diffidenze non avesse accettato un invito...
Se esistesse un'altra Arianna che non è partita per Firenze, che è rimasta lì sul lago maggiore con i suoi amici e la sua piccola vita fatta di poco, con i suoi crucci e le sue negazioni e poi magari avesse scoperto che la persona giusta con cui condividere la vita ce l'aveva a due passi da casa...
Se esistesse un'Arianna che non si è mai iscritta ad un corso di teatro e si fosse abbandonata alla depressione...


Se esistesse un'Arianna che ha sempre vissuto sapendo bene cosa fare e cosa non fare, non ci sarebbero realtà parallele.
Forse esiste un'Arianna in una realtà parallela, che sta scrivendo il suo blog. Sta immaginando un'Arianna che si è trasferita da Taranto a Laveno, che non si è iscritta a psicologia e ha iniziato subito a lavorare, che a 21 anni è andata a vivere da sola, che non è andata a Desenzano per amore, ma che per amore poi, non ha ricommesso lo stesso sbaglio e si è trasferita a Firenze, che frequenta un corso di teatro che la aiutata a stare meglio e a riempire la vita di nuove attese, di nuovi MA, SE, deviazioni, svolte, bivi, incontri, opportunità...

28 novembre 2011

Attesa – Stefano Benni





"che ore sono? non voglio saperlo. le ore in cui si aspetta non hanno la durata del tempo quotidiano. la loro misura non e’ quella di un pendolo che oscilla regolare, ma quella di un cuore che batte, a spasmi e inciampi. il tempo dell’attesa ti circonda, ti avvolge interminabile.
e’ come navigare in un mare di cui non si vede la fine.
Chi sto aspettando? che importanza ha? un amante, un marito, un figlio o un medico con un verdetto, un assassino con il coltello, forse uno sconosciuto. l’importante e’ che io ora vivo in questa parte dell’universo, nel pianeta dell’attesa, separato e diverso dal pianeta di chi non aspetta nulla e nessuno.
e la mia ansia, il mio cuore, i miei pensieri impazziti non si calmeranno finche’ non sentiranno una voce in strada …e i passi salire le scale, e una mano aprire la porta e…..
tutti apettano nella vita, e’ vero. ma ci sono persone, soprattutto noi donne…che non fanno altro che aspettare. ogni ora e ogni giorno. perche’ accettare la responsabilita’, l’amore, l’affetto, l’attenzione, la solidarieta’ vuol dire fare parte di questa schiera dannata. quelle e quelli che stanno alla finestra nella notte, il ridicolo dolce esercito di quelli che aspettano.
aspettiamo senza riuscire a pensare ad altro, spesso senza cercar rifugio in un libro o in una musica. ogni squillo di telefono ci fa tremare il cuore, ogni voce vicina ci inquieta: ed e’ nuovo dolore, non e’ questa la voce, non e’ questo il volto che aspettavamo. e odiamo chi e’ colui o colei che aspettavamo.
c’e’ follia in questo? si c’e', spesso. si puo’ aspettare qualcuno che ha bisogno di noi o che noi crediamo abbia bisogno di noi, oppure di cui in fondo abbiamo bisogno. noi crediamo, si. la nostra e’ una fede che conosce una sola preghiera, un solo tocco di campanella…
quante attese, quante.
l’attesa di un segno dentro di me, di qualcosa che stava per nascere. aspettare un cenno, una telefonata da un paese lontano o vicino, alzarsi in piedi, camminare, cercare di dormire, gridare, piangere.
certo, qualcuno ha aspettato anche noi, e forse non ce ne siamo mai accorti. mentre credevamo di essere gli unici abitanti del mondo dell’attesa c’erano altri che attendevano noi.
e noi non conosceremo mai il dolore del suo tempo i suoi pensieri, ma possiamo immaginarli, erano uguali ai nostri.
ora che aspetto, ringrazio tutti voi che mi avete aspettata con affetto e ansia, vi chiedo perdono perche’ non me ne sono accorta.
e quanti ritorni, pieni di frasi assurde e crudeli …
a volte penso: e’ tempo perso questo aspettare? o e’ il tempo necessario e prezioso, il prezzo che dobbiamo pagare all’affetto, alla cura, alla fratellanza?
e qualcuno di voi forse ha conosciuto il tempo peggiore dell’attesa, quello che si mescola alla paura?
..in questa notte normale.. quando non vorresti, ma piangi .. non vorresti, ma un pensiero doloroso ti assale per chi aspetti? perche’ non senti la mia attesa? sospesi nel nostro desiderio egoista di spegnere il nostro dolore, mentre gli altri sono felici. e poi il cuore si placa…fino a domani, forse.
ma chi aspetta davvero e’ vivo, aspetta sempre con amore, con un eccessivo sprecato, indicibile, ridicolo amore.
aspettera’ sempre e gli sembrera’ di non aver fatto altro, giorno dopo giorno. che i momenti in cui aspetta, la quotidiana normalita’, non siano che un istante sospeso nel grande tempo dell’attesa… una lampada in una notte tempestosa .. interminabile come questa..e forse …."

25 novembre 2011

Ho sempre detto che il Galaxy esiste!!!

la casa che fa per me! e non ci pagherei nemmeno l'ICI!!!!
a cena invito tutti !!!!!  Quelli che mi stanno sulle palle li metto in fondo al vagone ristorante.
Le notti cullate da un leggero oscillamento. Ma soprattutto, il panorama dalle mie finestre sarà sempre diverso... Mi godrò le albe e i tramonti più speciali anche restando in pigiama... salgo e scendo senza allontanarmi da casa. Niente lunghi addi o rinunce, perchè tanto ritorno o posso portarti via con me per un pò... o posso darti un passaggio.


















http://www.repubblica.it/motori/motori/2011/11/25/foto/treno_di_lusso-25416385/9/

21 novembre 2011

frammenti di... tags degli ultimi mesi di vita

sorriso, l e n t o, desideri quello che non puoi avere, muro, match, le cose stanno cambiando,  Radiohead, sogno, stronza, thè, p en s i e r i l u n g h i, un bambino, esco, resto, copertina, risposte, divano, respira, cioccolato, coccole, schiaffi, sorriso, fuggire,  tutto o niente, SO NICE, bianco o nero, teatro, tragurdo, ambizione, pensieri corti, orgoglio, no money, prendere o lasciare, me stessa, amore, profumo di mandarini, flash, tunnel, mare, collanine, sesso, HONEY, Senza Te, parto,nuovo traguardo per l'estate 2012!, perchè, perchè, perchè, TRENO, corri Forrest!, dimenticare, pulizie, smettere, RESPIRA, credere, chat, Quando?, no other way, futuro, silenzio.

18 novembre 2011

Grazie Gabry! ti voglio bene!

La specialissima Gabry, dotata di ottimo gusto e di tante altre cose, ha creato un favoloso outfit per me! Una cosa così carina mi ci voleva, mi ha regalto un sorriso... Grazie mille!!!!!!
Maglia: Vivienne Westwood; Gonna: Hussein Chalayan Gathered; Stivali: Christian Louboutin; Borsa: Braccialini; Collana: Chanel; Bracciale: Oscar de La Renta, Ombretti: Urban Decay

14 novembre 2011

Le luci della sera

Passeggiare per Firenze di lunedì pomeriggio: poca gente in giro... il giusto ecco. Dritta spedita verso maipiùsenzaland: l'ultimo piano della Rinascente, un luogo dove mi perdo tra utensili da cucina, gadget assurdi, essenze, candele, piante finte...altro che colazione da Tiffany!
Esco fuori ed è già buio, le luci della sera fanno compagnia, ancora non fa freddo, basta una sciarpa per riparare la gola, la giacca aperta. Scendo dalla tramvia e cammino verso casa tra foglie gialle e secche. In mano tre sacchettini pieni di shopping, ovvero, godimento e sensi di colpa a manciate. Un rumore di fondo gradevole di traffico e negozi ancora aperti, che non fa sentire soli, nell'aria odore di Rèves d'Orient (sogni d'oriente)... forse ho annusato troppo da vicino il tester delle Lampe Berger, deve essermi rimasto attaccato al naso! Infatti, odore di smog e brodo, un pò presto per la cena.(!) Penso ancora a quanto sono spendacciona, e al fatto che dovrei risparmiare un pò... 
Nel cortile dell'asilo dietro casa c'è un tavolo di legno con le panchette attaccate, come quelle delle zone attrezzate per il campeggio o per il barbecue, ma in mignatura piccolissimo. Mi immagino 4 babini che giocano a briscola accompagnati da un mini fiasco di vino.
Rientro a casa.

13 novembre 2011

Bye Bye Silvio...

Sarà che non so gioire per bene, ma anche se FINALMENTE il Silvione nazionale s'è dimesso, non mi sento vittoriosa. Io non ho fatto un bel niente, l'economia mondiale lo ha "scacciato", si è rasentata la bancarotta per metterlo da parte. Io ho solo aspettato e sperato, sbraitato a vanvera perchè non mi andava giù e... e basta. Il giubilo di una catastrofe conclusa di cui (forse) si è scampato il peggio, ci sta tutto, ma è arrivata come il sole a rasserenare un ventennio di pioggia. Quasi un evento naturale dopo un cataclisma inevitabile (e inevitabile non era). Se fosse morto sarebbe stato ancora più naturale a dire il vero...


Adesso restano le macerie da ripulire, una democrazia sventrata, di cui le nuove generazioni non comprendono quasi più il significato, (magari il televoto aiuta!) e alle vecchie fa comodo averlo dimenticato, non ci sarà la fatica di doverlo rispiegare
.
Una Costituzione stuprata. Una volta violata senza obbiezioni chi si porrà lo scrupolo di non rifarlo?!


Un economia in ginocchio, ma non abbastanza da non permetterci di andare tutti in vacanza la prossima estate (pagamento rateale, s'intende!). Magari si va proprio durante le elezioni. "Tanto una testa vale l'altra, e cmq non saprei a chi dare il mio voto" "E' tutto un magna magna" - e magnamo pure noi, magari su una bella spiaggia con tanto di anguria e 'mpepata de cozze.

Si rasserena il pensiero che forse abbiamo concluso un lungo periodo di umiliazioni internazionali!  Chi ci zimbellerà così bene dinnanzi al mondo?
Forse ci sarà  l'idea più gradita, che se ce lo schiantano nel di dietro sarà per il "Paese" e 4 stronzi e non a causa di un Milionario, mafioso e pervertito che vuole evitare di finire in galera. Dividere le colpe aiuta sempre. Non più colpa sua, colpa LORO... ripeterci che sono tutti uguali sarà la nostra pacca sulla spalla.

Speriamo anche di riuscire a cancellare lo stereotipo dell'Italia nel mondo, dove la pizza la puoi trovare ovunque e il bunga bunga ce lo rinfacciano appena fuori dal confine . A noi ci rode quel bunga bunga perchè sappiamo che non è solo un tabù sessuale reso famoso dal "presidente e le sue troie"; il fatto è che tutti noi ci siamo un pò piegati a quel bunga bunga, anche se abbiamo protestato mestamente, alla fine se ci rode...

Ancora aspetto chi passerà a riaggiustare e ripulire, a curare un paese ammalato e lobotomizzato... Aspetto, appunto.

Mi concilia un sonno più sereno il discorso di Benigni su un paese maestoso, storicamente ricco di Intelletto, arte, che ha contribuito alle origini di una cultura mondiale e che ha saputo risorgere... Devo concentrarmi un pò per realizzare che quel paese è proprio il mio e quasi mi commuovo.














2 novembre 2011

Leggere le avvertenze

L'aerosol mi lascia un leggero tremore, dicono sia il broncodilatatore. Uff! Mi illudevo fosse una maggiore irrorazione di ossigeno al cervello e superpoteri momentanei tutti da scoprire. 
Niente. Solo un effetto collaterale. Un pò come quando mi illudo di trovare pepite d'oro ripulendo la sabbietta del gatto col rastrellino. Effetto collaterale dell'ammonica contenuta nella sua pipì!
Quando inizio i post in questo modo sto facendo un giro interplanetario in attesa di dire qualcosa che sta appallottolato dentro e che aspetta di uscire in chissà quale forma. Il più delle volte mi blocco e tutto resta nelle bozze a macerare. Stasera no, stasera le sbatacchio qui così, queste 4 righe incocludenti. Forse quello che avevo da dire o da fare, l'ho detto e l'ho fatto già... o forse quello che avrò da dire o da fare, lo dirò e lo farò, senza preamboli...