19 dicembre 2012

silenziosamente...



Sono passata a dare il cencio, che di polvere qui se n'è accumulata pure sulle mutande di Beckham! Il post di fine anno, o fine mondo non lo faccio a questo giro. Niente bilanci, non so nemmeno se avevo delle missioni prefissate all'inizio dell'anno, questo porta alla rapida deduzione che devo averle disattese o forse erano delle "mission chissene".
Mentre scrivo che non voglio fare bilanci, mentalmente li sto già facendo, sto già valutando i cambiamenti, i passaggi salienti, le cazzate, forse alla fine due parole si possono spendere. Ecco, spendere è il termine adatto per qualcosa che per ora non mi costa niente, potrei pure scialare a questo punto, anche se sono al verde questo me lo posso permettere!
Credo che questo sia un anno di costruzione, nulla di saliente, nessuna partenza col botto, anche se ci sono stati dei nuovi inizi, col teatro di prosa ad esempio, mi sono imbucata tra gli amici di Areamista a Montelupo e a Gennaio si va in scena.
Nessun finale importante o straziante, forse qualche strazio ma non è finita finchè non è finita... Ho rotto un piede! Ho debuttato per la prima volta in un Match di improvvisazione teatrale, che non è proprio un inizio secondo me, è la costruzione, una chiave di volta per qualcosa di più importante, spero... Di certo il botto l'ho fatto con una rovinosa caduta a culo per terra e piede rotto sopra citato. Qualche viaggetto: Oporto, Sardegna, il Gargano. Il consolidamento delle amicizie che crescono e il rinnovamento di quelle più... mi viene da dire "antiche", ma dirò radicate.
Tutte le stupidaggini, le incazzature, tonnellate di film e cibo e musica, niente di troppo sano, fanno parte della crescita e della costruzione. Mi accingo al compimento dei miei prossimi 30 anni (parlando come un documentarista, a quanto pare) senza fretta ma con premeditazione. Vado, li ammazzo e torno ad essere la cazzona di sempre. Fine del mondo permettendo!
 Spero di non lasciare questo come ultimo post dell'anno. Sto meditando di cambiare indirizzo al blog per poter scrivere un po' più libera da condizionamenti, questo comporterebbe una variazione del nome Pomodora e del luogo(titolo) (che per me differisce dal cambio di piattaforma), ma di contro potrei tornare a fare ciò che mi piace, scrivere. Sono un'abitudinaria, un'inguaribile romantica (anche se non lo esibisco troppo), non so se troverò la forza di cambiare un posto che resta pur sempre mio, ma non sarebbe questo e io non sarei più pomodora. Forse la cosa peggiore, che mi affligge nella scelta, è che io non mi sento altro che pomodora, o pomi o pom in tutte le sue abbreviazioni, è un nickname con un origine precisa, è un polpettone di ricordi e incontri speciali, non posso scegliere di essere un nome senza storia. Ma come mi cruccio su questa cazzata!? forse me ne potrei sbattere, che le idee non mi mancano...
Ci medito ancora, e intanto, come sempre nella schiera di che aspetta, aspetto...


24 novembre 2012

un sabato qualunque

A letto da sola fino a mezzogiorno, non proprio da sola, la gatta ormai distingue le variazioni di respiro attraverso la porta, difficilmente se mi sveglio riesco a risimulare il respiro del sonno beato. La maledetta mi lascia dormire se dormo, ma se non dormo diventa un lagnoso antifurto che ti perfora il cervello affinché tu esca dalle calde coperte per darle da mangiare. Nei giorni lavorativi questo accade sempre alle 6.10 del mattino, orario della mia terza sveglia.
Visto che ero sola, dopo la SUA colazione, l'ho lasciata entrare in camera. Il sabato procede nell'ozio totale interrotto da una breve stiratina per sentirmi con la coscienza a posto. Le premesse della giornata erano del tutto differenti, passeggiata in centro, Improvisti alla Edison (che presto chiuderà...), cenetta con la Rebe e una bevuta con lei e Gabriele... Poi ci sono quei provvidenziali bidoni che ti consentono di vivere la giornata secondo la tua natura più profonda; sono le 21.30 non ho ancora tolto il pigiama, ora mi preparerò qualcosa per cena, filmettino in streaming e domani si vedrà...




15 novembre 2012

romaticate collection #4

"...in quanto persona estremamente complicata, mi interessi."
Volendo, potrei cercare una visone negativa, ma per ora pensiamola come una bella soddisfazione...

24 ottobre 2012

sprechi

"Siamo soli nell'universo?
Se così fosse sarebbe un grande spreco di spazio!"

dal Film Contact (uno dei miei preferiti)


Riflettendoci su a distanza di anni, dopo aver consumato la videocassetta di questo film, penso che per lo stesso principio anche il tempo non dovrebbe essere sprecato. Passo ore a cazzeggio assoluto in cose più o meno costruttive ma del tutto irrilevanti pur l'umanità, il mio tempo libero è praticamente tutto mio aldilà delle poche ore dedicate alla cura della casa e della gatta. Ho un lavoro banale, noioso e stancante, una vita sentimentale mediamente travagliata, dei rapporti sociali mediamente sereni...
Ecco come mi scorre il tempo tra le dita. Uno spreco?!
Il tempo sarebbe traducibile in vita, ne è perlomeno la sua unità di misura. La vita quindi è misurabile in maniera, diciamo "imparziale" oltre che relativa alla sua intensità. Secondi, minuti, ore..
Ora, potrò dire di essere uno spreco di vita? In un disegno superiore, la mia vita per quanto banale, potrebbe  mai essere uno spreco?
Per gli abitanti del pianeta terra lo spazio oltre alla sua definizione scientifica è degnamente rappresentato dal cielo, quindi seppure fosse vuoto sarebbe già tanta roba ai nostri miseri occhi! Se poi ci aggiungiamo anche che in tutta quella vastità sarebbe impensabile credere che ci siamo solo noi, chiunque o qualunque altra cosa, fossero anche degli esseri spregevoli (a nostro giudizio), comunque non potrebbe essere tutto sprecato! Qualcosa qualcosa, sparsa qua e là nell'immensità c'è, anche solo a dimostrare che chi ha fatto il progetto non spreca tutta quello spazio solo per noi caccole sul puntino blu...
Ma ipotizziamo pure di essere soli nell'universo, le sole caccole su un puntino blu nell'immenso. Se ci fosse sempre quel progettista che ha fatto tutto sto popòdiroba e nel mezzo, dove gli è parso opportuno, ci ha messo delle caccole sul puntino, perchè mai io tra tanto spreco, dovrei dare rilevanza al MIO tempo che resterebbe in ogni caso buttato nello spreco?

Fine del vaneggiamento. Per ora...

3 settembre 2012

l'incomincio

la pioggia (la pioggia), settembre (settembre), il mare che non c'è per niente... (niente)
che noia!
c'è solo una doccia per me!
flamenco!

Il post di settembre è un must ricominciano tutti come formichine operose a operare la propria routine di spaccamento delle palle altrui...a cominciare dai cari automobilisti che con me ogni giorno scorazzano per le vie della ridente Firenze, orde di vichinghi che invece della clava hanno un volante per le mani. Esseri non pensanti a mano armata vittime dello stress da lavoro ... che poi vorrei proprio vedere che cazzo fanno a lavoro! Tanti che si lamentano lavori d'ufficio pensanti: col culo fisso su una sedia tra un facebook e un what's up... si vabbè tutto e relativo! fino a ieri stavi a fa' il pulcino pio in spiaggia, si può sapere che cazzo c'hai al 3 di settembre???
Poi bisognerebbe discutere su cosa comportano 2 gocce di  pioggia a Firenze. Come in molte citta italiane se piove la paralisi non è solo del traffico ma anche dei suddetti vichinghi. Ho detto vichnghi e con questo la discussione è conclusa.
 Fine di un post insulso.






30 agosto 2012

Romanticate collection #3 un Amico

Non c'è rammarico nè consolazione di frasi fatte, è Thomas.

"Se hai tempo per sognare ne hai pure per mandare tutto a puttane. Per una volta - se ti regge la pompa e non ti coglie l'infarto - prendi e vattene. Molla tutto e fai quello che credi. Fatti un anno nel Sussex a teatrare per strada, se lo credi. Ma solo se sei decisa: fuori dal recinto è freddo e non c'è posto per le piagnarelle del "facevo-meglio-a-non-andare". Goditela: sennò dopo te ne penti. Oppure rimani: ma convinta e felice della tua sicurezza. Il resto e pane per i rimpianti."


20 agosto 2012

romanticate collection #2

E poi ci sono quei sogni, quelli fatti ad occhi chiusi, quelli veri davvero (?) che mi fanno realizzare che cosa non desidero.


16 agosto 2012

romanticate collection

Quando altri realizzano i sogni che avevo confidato, rendendoli propri e realizzandoli forse 10 volte meglio di quanto avrei potuto fare... un pò me ne rammarico e penso di aver perso un sogno.


12 agosto 2012

capogiro

Se sono come sono forse lo devo alla parte che meno mi piace raccontare di me. Le mie radici corte non sono dovute soltanto agli sradicamenti su e giu per l'Italia; ormai non si capisce più che accento ho o perchè li acquisisca così facilmente. Quello che non racconto mai volentieri di me è il frutto di anni di contraddizioni e assurdità familiari, mi sono sempre ripetuta che, in fondo, chi non ne ha, mi dico che "alla fine va bene così"... 
Ho raggiunto a fatica una sorta di equilibrio, ho risparmiato anni di analista! Chissà forse bruciando il sogno di studiare psicologia ho iniziato a fare più domande a me stessa, a razionalizzare, giustificare tutto, correggere i tiri quando potevo, a sistemare le cose affinché non mi mancasse mai il sorriso a fine giornata, facendo in modo che gli eventi indipendenti da me non urtassero troppo il mio percorso, che tutti i duri colpi venissero metabolizzati e fatti rifruttare. Non so chi vorrei diventare, ma so bene come non voglio essere. Mi sento forte per questo, forse per questo riesco a dire che "va bene così", ci sono cose che accadono anche nelle migliori famiglie. 
Alla soglia dei trenta anni, inizio a guardarmi intorno e a rendermi conto che manca proprio quello che conterebbe di più. Mi domando se è bastato cambiare città per far sì che accadesse, o forse dovrei guardare più indietro, a quando a mi sono resa indipendente andando a vivere per conto mio, o forse ancora prima, quando mi sono state poste scelte che non mi spettavano perchè ero troppo piccola per scegliere da adulta. 
Nulla era ed è impossibile, non ci sono ostacoli insuperabili, ma oggi come ieri sento che mancano dei punti di riferimento che non so se avrò mai, punti di riferimento che anche se lontani dovrebbero avere radici tanto profonde da raggiungermi, sempre. E allora va davvero bene così?
Ogni tanto mi chiedono se voglio avere un figlio per adesso continuo a ripetere che non lo so. Non so che genitore sarei, non so cosa potrei offrire. Scegliere di avere un figlio spesso è una scelta privata, quasi egoistica, un prolungamento di noi stessi, il desiderio di un amore incondizionato, un eredità al mondo che perpetua un cammino, basta aver dato la vita, meglio se una vita sana almeno fino alla maggiore età (?)... Credo che ciò che unisce un genitore ad un figlio sia l'unico legame che dovrebbe durare "per sempre", che sia desiderato o che arrivi per caso, che il proprio figlio abbia una vita sana o meno, che viva sotto lo stesso tetto o che prenda la propria strada, che abbia idee condivisibili o divergenti dalle proprie, che maturi in fretta o che resti bambino a vita... forse per scegliere di essere genitore e per portare avanti un compito che continuerà tutta la vita, bisognerebbe "sentirsi figlio" tutta la vita. Sarebbe quella forse l'eredità da trasmettere. 





26 luglio 2012

ormai

giunge sempre il momento degli ormai.
Ormai non mi telefoni più, ormai non mi pensi più, ormai sto per andare via, ormai sei parte di me....ormai è troppo tardi.

Ora mài. 
Ormai è l'inevitabile, il destino.
Ormai è la rassegnazione che nasconde la speranza di qualcosa di diverso.
Ormai è un tormentone che getto in faccia a chi non può fare più niente. 
Ormai è un mai in divenire. 
Ormai è un sempre in divenire.
Ormai è il sollievo di chi giunge alla fine, vada come vada.





18 luglio 2012

semplice e diretto...


uscendo da lavoro un ragazzo in bici si sposta per farmi passare e prosegue in direzione opposta alla mia lo ringrazio e sorrido. Dopo pochi instanti me lo ritrovo accanto che mi chiede se posso dirgli il mio nome e che l'ho colpito per il sorriso, molto intimidito e per nulla farfallone. Mi ha proposto di uscire a bere qualcosa, ho dovuto chiarire che sono impegnata. Ma se fossi stata single, anche se non è il mio tipo, una possibilità gliel'avrei data. Gli ho fatto i complimenti per il coraggio. :) Meditate uomini, meditate...

15 luglio 2012

a casaccio

Non so guardare avanti se ogni tanto non guardo anche un pò indietro
Se dietro è buio vorrei che si accendesse un fiammifero, sempre avuta un pò di paura del buio.
Avanti a me spesso c'è solo "il bianco di Matrix", che non è buio, è peggio.
La definizione "senza problemi" non esiste, sarebbe bene desiderare pochi problemi definibili tali solo perchè risolvibili. Il gratta e vinci di ieri non ha funzionato, tenterò per altre vie.
"chi getta semi al vento farà fiorire il cielo", forse ultimamente non c'è troppo vento...
scrivere cavolate sul blog, può essere terapeutico, ammesso che poi io guarisca.
Ho il blog dal 2007.





22 giugno 2012

F5

Ieri sera con una vecchia conoscenza realizzavo che sono passati circa 9 anni dal nostro primo incontro, che ora ha una bella bimba di 6 anni e mezzo e da qui ho spalancato gli occhi! 6 e mezzo!? la prima rassegnata conclusione è: "Ari, il tempo passa velocemente...", è vero!
Mi è stato chiesto se mi sento maturata da allora, per i canoni comuni di maturazione forse ero più matura a 20 anni, per le mie elucubrazioni mentali sono giunta all'idea che la mia maturazione stia nella consapevolezza che ho accumulato un bagaglio di esperienze che forse non mi serviranno a niente ma che mi hanno arricchita. Non è nell'indole umana imparare da i propri errori perchè mai io dovrei ritenermi più speciale, forse ne prevedo più facilmente le conseguenze, ma spesso non aiuta. L'altra consapevolezza è quella di non avere sempre atteggiamenti da persona matura, lo so e a me sta benissimo così!


9 giugno 2012

Chi è normale non ha molta fantasia. Edoardo Bennato

Si conclude un'altra meravigliosa avventura con il saggio di improvvisazione teatrale! solo per la pausa estiva... claro. C'è poco da dire questo Video realizzato da Fabio raccoglie insieme alle mie lacrime tutti i momenti salienti degli ultimi 9 mesi, inclusa la mia plateale caduta che mi ha portato al 5°metatarso fratturato. Ariannetor! Non mi avrebbe fermato nessuno ho matchato col piede rotto e abbiamo anche vinto, più di così!




4 giugno 2012

L'isola che non c'è

Tre giorni di stage di improvvisazione, e chi se li scorda!! vissuti tutti intensamente talmente tanto che mi sono concessa in 60 ore giusto 4 ore di sonno in tutto. Le aspettative non sono state deluse, il posto era delizioso, con tanto di piscina per fare un bagnetto e prendere il sole, poi festa e musica fino alle 6 del mattino!!! L'aria di mare ci ha tenuto compagnia tutto il tempo. Sentendo alcuni amici al telefono che fanno teatro con me, l'unica cosa che mi veniva da dire era: provate a improvvisare. La fantasia si spinge ai massimi livelli e puoi diventare un leone, una porta, un dittatore, un servo, una regina, un marziano, un transessuale, un gatto, dei carboni ardenti... tutto è estremamente importante per realizzare e far "vedere"quello che non c'è, non serve scenografia, non servono costumi, basta il corpo e la fantasia (e qualche regolina per farlo bene insieme, meglio se infranta).
Mercoledì tocca a noi per davvero, mercoledì si Mecciaaaaaaaaaaaaa! 





28 maggio 2012

conFUSIONI

Nonostante il percorso sia stato  più faticoso, noioso e un filino meno soddisfacente dal punto di vista del divertimento e dell'entusiasmo, pare che crescendo le cose si facciano meno ludistiche e più impegnative. Pare proprio che si sia cresciuti tutti, abbiamo ricalcato la scena, dinuovo insieme sul palco, e le sensazioni, la gioia, il calore, l'adrenalina... è tornato tutto! Uniti a sostenerci per la buona resa di qualcosa che ci coinvolge e avvolge tutti. Quest'anno abbiamo messo in scena "Confusioni" di Alan Ayckbourn. non serve raccontare molto di più...




1 maggio 2012

1° maggio - ve ne cito un paio...



Dalla Costituzione Italiana

Art.1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro

Art. 35.
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.
Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro

Art. 36.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.




Da Wikipedia:
La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori è una festività mondiale celebrata il 1º maggio di ogni anno che intende ricordare l'impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. La festa del lavoro è riconosciuta in molte nazioni del mondo ma non in tutte.

What's? Sindacati?

Sempre Wikipedia:

sindacati sono organi che raccolgono i rappresentanti delle varie categorie produttive o parti sociali. Esistono così sindacati dei lavoratori e sindacati dei datori di lavoro. La storia dei sindacati è però soprattutto storia dei lavoratori (operai, contadini, impiegati) che si riuniscono allo scopo di difendere gli interessi delle loro categorie.
Lo strumento di lotta per eccellenza del sindacato è lo sciopero.

 ***

Mario De Santis riporta una dichiarazione:


*Roma, Tiburtina"..sti giovani dovrebbero scenne n piazza a protesta'.. Artro che Mo' vanno Ar concerto poi a casa rompono er cazzo ai genitori er venerdì c è a movida e fine lì...." buon primo maggio*


Il lavoro manca!!! La disoccupazione in Italia sfiora il 10% 2,1 milioni di disoccupati, 250.000 in cassa integrazione Per non parlare dei Neet, che già l’Istat aveva evidenziato lo scorso 19 aprile. Neet è un acronimo inglese che sta ad indicare i Not in Education, Employment or Training cioè persone che non studiano, non lavorano o non si stanno formando e che sarebbero giunte a quota 1,5 milioni. Chi il lavoro ce l'ha spesso è e sottopagato rispetto al carovita e la tassazione dovuta alla recente crisi stronca dipendenti e pensionati.
No, non è un buon primo maggio. Tutti i diritti per cui si è lottato fino ad oggi scivolano via uno dopo l'altro. 




Work is lifeyou know, and without it, there's nothing but fear and insecurity.” John Lennon 



20 aprile 2012

La mia non è insonnia

E' quando mi sento sola che cerco rifugio nel sonno. Ma Morfeo, qualche volta, mi accompagna a fare i conti con me stessa in modi assurdi, sfilando stivali dagli stivali e illudendomi di essermi risvegliata mi lascia a brancolare alla cieca restando incagliata alla coperta... Poi mi sveglio per davvero.

11 aprile 2012

trip

Stivali rotti.

80 pagine di un copione mai inventato si sparpagliano in un cassonetto, occhi grandi.

Parte un treno, un'altro e poi un altro, si resta fermi, seduti alla stazione tra baci, abbracci e addii perpetui. Rincontrarsi dopo tanto tempo e sorridere incerti.

 La vita non è un film, ma uno spettacolo teatrale: si chiude il sipario solo per riaprirsi su altri scenari come palpebre che si schiudono ad un nuovo giorno, anche se le richiudi un giorno nuovo è ormai arrivato e allora musica...

Una doccia e gocce d'acqua calda si mescolano a pioggia fredda e vapore che condensa scivola via.

Siamo così diverse... in realtà sappiamo di essere troppo simili, per questo non ci sopportiamo. Ci piacciono le stesse cose e non siamo disposte a condividerle.

 Non cercare in pozzanghere acqua pura, non c'è, c'è solo acqua e terra che non si dividono.
Labbra posate sui capelli come un fiore, delicato...

Dita sporche di fuliggine galoppano veloci sopra i tasti tra profumo di vino rosso e castagne.

Sollevata da terra, mi sento senza peso solo per un istante. Sono istanti che vorrei scolpire tra le pieghe delle mie rughe, una ruga per ogni ricordo che non voglio perdere.

Per ora non ho rughe.

Un giglio che scivola tra dita callose e affusolate e cade in un bicchiere di rum.
Sguardo truce che fruga tra le righe di un monitor alla ricerca di quello che è solo nella mia mente.

30 marzo 2012

Moving on



Questa volta provo io a parlare attraverso il testo di una canzone... 


Home again
Home again
One day I know
I’ll feel home again


Ho cancellato l'ultimo post... tanta rabbia mi è andata via, non mi sembrava il caso di lasciarla qui. Mi son sentita sola per molto tempo e quella sensazione spesso torna, quella mancanza di punti di riferimento. Mi accorgo che i riferimenti che cerco delle volte sono in posti sbagliati o troppo idealizzati, accetto la possibità che le cose non stiano proprio come io vorrei. In fondo, non è detto che la differenza dalle mie aspettative sia poi tanto più drammatica, basta saper apprezzare quello che mi circonda. Quei momenti di solitudine passano, diventano più brevi. E' vero, basta mettere il naso fuori di casa, fare quello sforzo che per me delle volte risulta immenso, momenti in cui mi vorrei solo una copertina morbida e dei telefilm per non pensare e chiudere col mondo intero. Lo faccio!
 Invece, scopro che è proprio con lo sforzo di "uscire" che posso ritrovarmi un pò più "a casa". Forse inizio a ritrovare il verso giusto per guardare le cose, la vita si evolve e devo solo imparare a seguirne i cambiamenti e ad appropriarmene, invece di rifiutarli come spesso accade. Sto trovando persone vicine lungo il cammino e per tanti versi ne sento il merito. Cerco di non rimpiangere più i cambiamenti, come più volte mi è stato detto, non serve... ciò che ho lasciato è ancora lì per me, lo sento, non è perduto.

Many times I’ve been told
All this talk will make you old
So I close my eyes
Look behind
Moving on, moving on
So I close my eyes
Look behind
Moving on


25 marzo 2012

Portobello Belle



E' vero, delle volte non si hanno parole, ma a me basta anche così...

24 marzo 2012

acrobatic, stupid love

Lei fa l'equilibrista, cammina sulla corda a 20 metri d'altezza e per rendere più difficile l'impresa fa roteare due palloni da basket sulle dita, oppure fa giochi di giocoleria, tutti su una fune tesa. Lui, un clown, resta sotto ad ammirare, ogni tanto manda un bacino per farla arrossire, un giorno le porta profumi di terre lontane, spezie dolci e piccanti per far sentire l'odore sin lassù, e lei se ne inebria. Un'altra volta sale la scaletta per darle da bere un pò di spuma bionda... un sollievo per quelle fatiche! Le porta anche un cioccolatino liquoroso... per stordirla e distrarla un pò da tanta concentrazione!
L'equilibrista compie ogni giorno il suo mestiere con sempre minore concentrazione, l'attrazione di un clown così spiritoso e originale le fa credere che se mai fosse caduta dalla fune tesa, lui l'avrebbe raccolta tra le braccia... ogni tanto ha rischiato davvero di barcollare, ma non capisce da quell'altezza cosa accade sotto.
Il clown teme che lei prima o poi caschi, non avrebbe mai saputo come salvarla. Un volo di 20 metri... sarebbe stato troppo difficile riprenderla, così decide di smettere di distrarla, niente più spezie e profumi, niente più allegre serenate, niente cioccolatini. Troppo tardi, la bella equilibrista si è innamorata e il pensiero che il clown non sia più laggiù per lei, la rende triste e tutti questi pensieri la trascinano giù dalla fune... Il volo sembra interminabile. Il tonfo è fragoroso, quando il clown accorre preoccupato, lei con le ultime forze che le restano in corpo gli urla solo: VAI VIA!


fine

22 marzo 2012

maneggiare con delicata fermezza

Il fiume in piena che travolge chi incontra la mia rabbia e il mio dispiacere spesso sono inaffrontabili, lo riconosco. 
Ci vorrebbe un fantomatico Mosè, in grado di spartire le acque, passare nel mezzo e riuscire a darmi un bacino per chetarmi...
Per questo bisogna avere poche semplici indicazioni:
- non farsi cogliere dall'effetto sorpresa, può essere spiazzante e far ricorrere alla fuga ma non c'è scampo;
- non spaventarsi mai dinnanzi al fiume in piena;
- trovare il modo di spartire le mie parole con parole più efficaci, più oneste, più dure e nette... (more difficult) sicuramente migliori;
non temere di dire cose sbagliate, se controbatto bisogna insistere ed essere più intelligenti;
- mai e dico mai restare senza parole, perchè senza quelle le conseguenze sono imprevedibili caro/a Mosè.
Se non sei Mosè o un supereroe, attendi che si plachi la piena e poi prendi fiato per un bel discorso.  

Un bel Vaffanculo non me lo toglierebbe nessuno... ma resterei con le mie convinzioni per le mani.Sappi che tutto ciò che voglio quando mi arrabbio, è essere smentita.

21 marzo 2012

rumba

se alle 1.48 di notte non dormo un motivo ci sarà, forse più di uno... pensieri che rifrullano al minipimer, frulla e pesticcia, frulla e pesticcia.Quando tutto è frullato si ribeve per essere sicuri che non sfugga niente.
Oh! io e la metafora ormai siamo un tutt'uno, parlare chiaro non mi riesce più.
Bleahk!

20 marzo 2012

Basta restare in silenzio, non rompere il silenzio, il silenzio cancella come un colpo di spugna. il silenzio ferisce, il silenzio assorda, il silenzio sgretola... nel silenzio ci sono ma non esisto
 e per qualcuno è più facile così.
al buio si dipinge di luce

12 marzo 2012

11 marzo 2012

Buoni propositi...

...ne ho a centinaia, forse perchè sono molto fantasiosa. Immagino una gita al mare, passeggiate il bicicletta al parco delle Cascine, un fine settimana in viaggio in Portogallo, una vita serena con le poche cose che ho o che posso avere..e poi alla fine resto inchiodata all'angolino del divano sotto una copertina di Se e di Ma, con la mia pigrizia e le mie perplessità. Resto estraniata dal mondo finchè mi è possibile perchè tutto ciò che non si vede mi fa sempre un pò paura. La solitudine, la felicità, l'amore, la loro consistenza comporta sacrifici, compromessi, conquiste, difficoltà... mi finiscono le parole, bloccate alla bocca dello stomaco.

1 marzo 2012

Post it

"Fai una lista dei PRO e dei CONTRO". In più di un'occasione mi è stato detto di mettere tutto in lista, il buono e il cattivo, il giusto e lo sbagliato, meglio e peggio... come si fa a mettere le paure, le ansie, i sentimenti tutti su una lista.Che peso può avere la paura, o la stanchezza, e come si pesa?basta tirare una riga per cancellare quello che non va, o quello che si ha già, come da una lista della spesa? basta un + o un -? Crucciarsi forse non è positivo eppure io di pensieri ne faccio tanti e di parole ne dico e ne ho dette fintroppe. Aspetto il momento in cui non avrò più troppo da pensare, da dire e da ridire.

29 febbraio 2012

qualcosa che penso di aver fatto bene

Linko qui l'inervista fatta col mio compagno di corso di teatro, Gialuigi, al regista stabile del Teatro Rifredi a Firenze:
http://officinateatroo.wordpress.com/2012/02/24/intervista-a-angelo-savelli-regista-stabile-del-teatro-rifredi-di-firenze/

24 febbraio 2012

.........

Quando ho detto tutto, ma proprio tutto tutto quello che c'era da dire, quando svuoto il sacco di pensieri e frustrazioni e rabbia. Va via la delusione, le lacrime le rotture di palle di ogni genere, via i sassettini dalle scarpe, via via via...
Allora, finalmente non ho più niente da dire, non ho più risposte da aspettare, nessuno sforzo per capire perchè non c'è più da capire... Niente da concedere, nessuna pazienza da portare.




Solo
 il mio 
silenzio
...quando dormo

15 febbraio 2012

Da ricordare...

L'altra sera Camila (una l, non è un refuso), mi ha letto i tarocchi  via skype, siamo tecnologiche! In realtà credevo le dovessi toccare, per gli influssi...sta di fatto che all'ultimo giro sono venuti fuori:
l'appeso 
* Sacrificio
* Attesa
* Conversione
* Rinnovamento
* Iniziazione 













il carro
* Vittoria
* Autocontrollo
* Autodisciplina
* Azione
* Viaggio 



il sole
* Successo
* Vittoria
* Guarigione
* Vitalità
* Carisma
* Armonia

13 febbraio 2012

oh! come mi sento blues

6 febbraio 2012

blow

Ora mi rendo conto di aver fatto un grosso errore, a suo tempo ho cercato di cancellare il più possibile i ricordi belli insieme a una persona, per riuscire a detestarla o quantomeno ad allontanarla dai pensieri. Ora, se mi viene rinfrescata la memoria, un pò mi pento...

27 gennaio 2012

Domande difficili

Mi hanno chiesto spesso, sei Felice? includendo implicitamente nella domanda un bilancio globale della mia vita in quel momento.
Una volta credevo che rispondere "non lo sono" comportasse che non fossi Felice. L'Infelicità, carogna, mi perseguitava, (perchè c'è sempre qualcosa che va storto o di cui non sono contenta), quasi mi sentivo in colpa per il mio stato di insoddisfazione. Una volta,addirittura, sono stata accusata di non saper essere felice. Un'incapacità quindi!? Qualcuno lo lega alla triade da oroscopi: amore, lavoro, salute- pollice alto o pollice verso? 2 su tre corrispondevano comunque ad uno stato complessivo di infelicità. Del resto non avere un lavoro, o avere un acciacco di salute, o peggio che mai (!!?) essere single, una sola di queste poteva compromettere il bilancio di Felicità. Insomma rispondere negativamente anche solo in parte era "no buono". 
Allora mi son detta, ma chi cacchio l'ha inventato mai questo stato di Felicità? E vissero Felici e contenti... le fiabe. Ce lo hanno istillato sin da bambini. Felici e pure contenti! a scanso di ogni equivoco...
Le mie favole per eccellenza le hanno prese a carico tutte la Walt Disney e Steven Spielberg. Poi crescendo sono ricascata sulle commedie romantiche; il lieto fine lo adoro, è la mia terapia d'urto alle giornate storte, se poi è di produzione Bolliwoodiana sono cotta a puntino. L'amore corona ogni sogno di happy ending. Alla fine...alla fine saranno tutti felici e contenti e poi? non succede più nulla la storia si svolge finchè c'è una ricerca, senza la ricerca di condizioni migliori; la salute dell'orca Free Willy, la missione del giovane guerriero Atreyu, l'amore di tutte le Principesse Disney, l'amicizia dei ragazzini di Stand by me, l'amore paterno del Re Leone o materno per Dumbo, non avrebbero senso.... 
Gli ingredienti vitali si sbilanciano sempre per spingerci ad andare avanti, ma non è detto che l'incompletezza di tutti ci renda degli infelici. E' falsata l'idea di Felicità forse. Forse bisognerebbe chiedere, sei al lieto Fine? spero di poter dire "non lo sono" ancora per un bel pò...

24 gennaio 2012

una questione di distanze

Si dice delle donne che quando sono al casello o alle sbarre di uscita dai parcheggi, accada loro uno strano fenomeno: l'accorciamento delle braccia. Non arrivano a pigiare il bottone rosso del casello o a pagare il casellante... Sarà l'ennesimo eufemismo per dire che guidiamo da schifo anche se credo che il Telepass lo abbia inventato una donna. Ad ogni modo, ci penso tutte le volte che entro nel autosilo a lavoro; quello nell'auto davanti a me striscia il badge alla fotocellula con tutta comodità, io allungo il braccino abbarbicandomi alla portiera. Ovviamente, il gesto è fatto fingendo scioltezza per ingannare quello dietro e sfatare certe leggende su noi donne.
 Capita spesso ultimamente che le mie braccia diventino cortissime e che non siano sufficienti per arrivare da nessuna parte, nemmeno a raccattare gli occhiali dal comodino. Non ho braccia per raccogliere tutti panni sporchi dal pavimento prima di infilarli in lavatrice, non ho braccia per riposare il frullatore sul ripiano alto della cucina...
Le mie braccia poi, si fanno piccine nell'intento di interpretare le parole e alle volte svaniscono davanti a chi non so come raggiungere. Mi allungo e mi protendo, provo a chinarmi con tutto il corpo, fino alla punta del naso e non è sufficiente a farmi sentire vicina quanto basta.
A volte sento il peso e al contempo l'assenza di braccia lunghissime che possano arrivare dove vogliono arrivare, in grado di sostenere, di coccolare, di braccia in grado di consolare o di sollevare, braccia comprensive che sappiano accogliere... il limite delle mie braccia è un limite che, mio malgrado, faccio molta fatica a colmare.

14 gennaio 2012

Fetish stupid love

Lui e quella perversione per le unghie dei piedi smaltale." Mi piace quello smalto rosso sulle unghie dei piedi, mi eccita, mi fa pensare... al rosso, alle unghie, ai piedi....!"
In quell'estate accesa e calda, Lei voleva soddisfare quella perversione di rosso, colore d'amore e di passione. I suoi piedini laccati meglio che da un carrozziere, viaggiavano scivolosi e sudaticci in zoccoletti di vernice rossi, alti altissimi. Si sentiva alta e leggera, tre metri sopra il cielo e 15 cm sopra l'asfalto; impacchettata nei sexy leggins di finta pellefinta nera (che aiuta anche a drenare i liquidi), minigonnina a coprire l'eventuale cellulite e magliettina rossa con tanto di ombellico a vista. Elegante e affascinante, labbra morbide di rossetto rosa (per colorare la vita che tanto rosa poi non è), contornata dall'oro intenso dei suoi extention, la mìse la rendeva a lui irresistibile nella calda e liquida estate.
L'estate scivolava via come sabbia tra le dita e giungeva il freddo. Lei schiava d'ammore, come avrebbe potuto continuare a soddisfare l'ego smisurato di lui? Lui era così vorace della devozione di lei... Lei affamata degli sguardi arrapati di lui...
Come continuare a suscitare in lui visioni idilliache attraverso i riflessi di quello smalto piedifero! Dimentica del gelo che incombeva, si era ingegnata in tutti i modi pur di mostrare quell'alluce laccato. La moda orrenda del collant a vista sotto i sandali, la aiutava: pochi denari per lasciare trasparire, in un vedo non vedo, l'oggetto dei desideri. Segate tutte le punte delle decolletè, via la puntina degli stivali...
Lana pesante e celata ad arte scaldava tutto il piede eccetto la punta. Le dita imporoporate restavano in bella mostra alla mercè dello sguardo insidioso di lui che estasiava e dissimulava, dissimulava ma sotto sotto... estasiava. Anche quando ormai la carne del piccolo piedino era viola ed esangue, gelida e incacrenita, le dita rilucevano Rosse sul Viola in un accostamento alla Dolce e Gabbana.
Ma la moda si sa, è destinata a passare! Non passò l'inverno che le dita caddero come salamini Beretta, secchi e scuri.
Chissà di tutto quell'amore cosa ne è rimasto...















Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale

10 gennaio 2012

sdolcinatezze...

Finite le feste condite di cibi e dolci in quantità eccessive direi, da voler mangiare pastina in brodo per settimane.
Si torna alla routine, ed è proprio dalla routine che mi arriva un pò di qua e un pò di là affetto sparso e inatteso. Quello che preferisco. Son fan degli ovetti Kinder, dolci e con la sorpresina, anche piccolina mi va bene.
Mi sono arrivati! e non ho modo nè capacità di restituire in apprezzamento. Gongolo in queste coccoline vicine e lontane che giungono proprio dalle persone giuste. Acquisisco la consapevolezza di aver seminato bene, di essermi circondata a mio modo delle persone che voglio intorno, di aver scartato la fuffa inutile tenendola ai margini del buon vicinato, senza infamia e senza lode... So anche che non sono in grado di rendere equamente questi frutti; che non ci sarà gesto da parte mia, seppur impegnato e proteso, abbastanza efficace da rendere quelle sorpresine. Quindi, farò a modo mio e sperando che funzioni.
Continua la semina...