19 dicembre 2012

silenziosamente...



Sono passata a dare il cencio, che di polvere qui se n'è accumulata pure sulle mutande di Beckham! Il post di fine anno, o fine mondo non lo faccio a questo giro. Niente bilanci, non so nemmeno se avevo delle missioni prefissate all'inizio dell'anno, questo porta alla rapida deduzione che devo averle disattese o forse erano delle "mission chissene".
Mentre scrivo che non voglio fare bilanci, mentalmente li sto già facendo, sto già valutando i cambiamenti, i passaggi salienti, le cazzate, forse alla fine due parole si possono spendere. Ecco, spendere è il termine adatto per qualcosa che per ora non mi costa niente, potrei pure scialare a questo punto, anche se sono al verde questo me lo posso permettere!
Credo che questo sia un anno di costruzione, nulla di saliente, nessuna partenza col botto, anche se ci sono stati dei nuovi inizi, col teatro di prosa ad esempio, mi sono imbucata tra gli amici di Areamista a Montelupo e a Gennaio si va in scena.
Nessun finale importante o straziante, forse qualche strazio ma non è finita finchè non è finita... Ho rotto un piede! Ho debuttato per la prima volta in un Match di improvvisazione teatrale, che non è proprio un inizio secondo me, è la costruzione, una chiave di volta per qualcosa di più importante, spero... Di certo il botto l'ho fatto con una rovinosa caduta a culo per terra e piede rotto sopra citato. Qualche viaggetto: Oporto, Sardegna, il Gargano. Il consolidamento delle amicizie che crescono e il rinnovamento di quelle più... mi viene da dire "antiche", ma dirò radicate.
Tutte le stupidaggini, le incazzature, tonnellate di film e cibo e musica, niente di troppo sano, fanno parte della crescita e della costruzione. Mi accingo al compimento dei miei prossimi 30 anni (parlando come un documentarista, a quanto pare) senza fretta ma con premeditazione. Vado, li ammazzo e torno ad essere la cazzona di sempre. Fine del mondo permettendo!
 Spero di non lasciare questo come ultimo post dell'anno. Sto meditando di cambiare indirizzo al blog per poter scrivere un po' più libera da condizionamenti, questo comporterebbe una variazione del nome Pomodora e del luogo(titolo) (che per me differisce dal cambio di piattaforma), ma di contro potrei tornare a fare ciò che mi piace, scrivere. Sono un'abitudinaria, un'inguaribile romantica (anche se non lo esibisco troppo), non so se troverò la forza di cambiare un posto che resta pur sempre mio, ma non sarebbe questo e io non sarei più pomodora. Forse la cosa peggiore, che mi affligge nella scelta, è che io non mi sento altro che pomodora, o pomi o pom in tutte le sue abbreviazioni, è un nickname con un origine precisa, è un polpettone di ricordi e incontri speciali, non posso scegliere di essere un nome senza storia. Ma come mi cruccio su questa cazzata!? forse me ne potrei sbattere, che le idee non mi mancano...
Ci medito ancora, e intanto, come sempre nella schiera di che aspetta, aspetto...