12 dicembre 2015

3D

Torno al blog, torno a Pomodora. Torno a toccare quella parte di me che ha bisogno di scaravoltare su un foglio i pensieri e dargli un ordine.
Torno in un gesto disperato e ispirato al contempo: il mio Donchisciottismo non mi abbandona e mi ritrovo nuovamente a macinare pensieri così velocemente che ancora non so come ricostruirli qui. Partirei da un cult del romanticismo: una lavanderia a gettoni gialla, un bacio, lo sguardo di una persona che mi intimidisce come una bimba, a me, che con la timidezza ci ho fatto fiori di carta crespa, orrendi e sguaiati a volte, ma i fiori son fiori mica...
Mi si sospende il fiato pensando a quello che ora sono disposta a fare, ora che ho 32 anni e sento pronto il mio cuore sfatto e rattoppato, a saltare anche in una padella! Lo farei non per uno qualunque, non per chiunque,ma  per il cuore di un 32enne anch'esso disposto a saltare... in una paella però! Cambiare lingua in questo caso fa differenza.
Nelle ultime 2 notti ho concentrato i pensieri che avrei potuto fare in mesi di relazione, ma io non ho neppure un mese, e soprattutto, io non ho una relazione. Io che sono in perenne attesa, in perenne ritardo, in perenne conflitto col tempo.
E faccio prima e meglio a rivolgermi a te che non sei un fantomatico principe, ma il giovane cuoco del castello.  Non mi importa se non hai ricchezze, nei tuoi occhi ho visto sogni, ho visto dolcezza e forza di carattere, ho visto passione e maturità e coraggio e altre cose che non riesco a dire. Non posso sapere cosa mi riserva il futuro, la vita lancia monete in continuazione e le probabilità sono sempre al 50%. Anche se tutto sembra remarmi perennemente contro, forse dovrei iniziare a vederla dal punto di vista del fiume e riconoscere che... (ah, stupidina!) io sono un salmone. Se acquisisco questo come un dato di fatto, posso comprendere la forza che mi spinge a voler andare controcorrente per una cosa che oggi desidero e che desidero non solo per me. Alle volte basta un bacio e non lo dico io, lo dicono secoli di storia e letteratura, anche se la società si evolve e creiamo sovrastrutture immense: convenzioni sociali, ci infagottiamo di paure, allontaniamo i contatti e li sostituiamo a km di fibra ottica e pixel; io stessa mi sono portata addosso cappotti di raziocinio per vivere la mia vita nella maniera più confortevole, anche sentimentalmente. Non ha funzionato. Forse e dico forse, è proprio l'istinto che ci preserva, che ci aiuta a comprendere per cosa vale la pena provare.
Oggi vorrei per un pochino, spogliarmi di questo cappotto, proprio come ho fatto in quella lavanderia, ed essere libera di credere che le cose possono cambiare in positivo solo se io mi sento disponibile a fare tutto. Un tutto fatto di poco, non ho mezzi economici e grandi conoscenze ma io oggi impegnerei il mio tutto non per me, anche per me.



Quella che vedete è una molecola di Miosina, trasporta una  qualche tipo di vescicola lungo qualche tipo di filamento, ma sarebbe carino continuare a credere che stia facendo qualcosa di più interessante






Nessun commento:

Posta un commento