3 gennaio 2016

A spasmi e inciampi

Insonnia. 
Quel magone nel petto, tra stomaco e cuore. Un nodo che non va via. 
Mi addormento solo se poso la testa sul cuscino e inganno la mente con un film. Luce accesa, rumore, dormo mezz'ora, mi sveglio e poi ciao... quando ho spento la luce ed è tutto quieto, il cervello e di nuovo attivo e si crogiola in saghe mentali che il caro George Lucas ci potrebbe fare un altro paio di trilogie. 
Sono le 3, domani per fortuna è domenica e tutto va bene.
I tempi di recupero con l'età sono più lenti, e non basta distrarmi con una bella festa di Capodanno tra amici, non bastano i quintali di trucco per nascondere gli occhi gonfi, non basta costringersi a non versare neppure una goccia per non sciupare 2 ore di mascherina, non consola chi con un dito raccoglie le lacrime e ti dice che basta un attimo a cambiare tutto. Quello che viene spontaneo chiedere è, quando?
Quando arrivo il mio attimo, il mio momento. Quel messaggio, quella telefonata, quello sguardo, un gratta e vinci..."Mi accontento di qualunque puttanata una maniglia colorata, un porta spilli, un portafoglio, un portafiglio, una cagataqualcosa!"
Caro Negoziante, Elio si, ma io non mi accontento, non mi arrendo, aspetto anche se non sono paziente e non so aspettare. I sensi sono tutti allerta. Io un giorno racconterò ai miei figli di come ho incontrato il loro padre (spoiler: da vivo, spero).
Oggi è solo una nottata di un lungo percorso iniziato già, me lo sento...




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